Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1616>
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Carmelo Transetti
Dall'istruttoria risultò che nessuna persona rispondente ai conno­tati forniti dall'arrestato si era trovata in S. Pietro; e che il Barbieri era un pessimo soggetto capace di tutto. Fu convinto di menzogna e non si parlò più del fatto. Ma il fiscale era nel vero ? Il Barbieri fn ritenuto un esaltato; un criminologo moderno lo avrebbe forse trovato affetto da qualche forma paranoica. Ma pure, i sampietrini interrogati non avevano forse tutto l'interesse a negare, quanto il Bar­bieri affermava, per non perdere il posto ? Non avevano essi agito con precipitazione arrestando il Barbieri, invece di frugare subito la Chiesa in cerca delle due persone viste (o sognate) dal Barbieri? Per la loro mentalità l'aver disturbato la funzione sia pure per salvare la vita del Papa era già reato sufficiente a giustificare l'arresto.
Nel 1796 un processo importante si ebbe ad Ancona;u ne è rimasto il solo ristretto inviato da quel Delegato, monsignor Arezzo. Erano implicati un gruppo di ebrei del ghetto di Ancona finanziatori dell' impresa, un ufficiale e vari borghesi colpevoli di aver tentato di organizzarsi in repubblica prima che i francesi entrassero in Ancona. La congiura dunque si collega con gli avvenimenti, ben noti, del 1796. Il lettore troverà in appendice il testo del ristretto, da cui si ricava che il processo constava di più di mille fogli; in sostanza, il Sandreschi, il Boni e il Diumerò pensavano di dare la fortezza di Ancona in mano ai francesi e di approfittare delle novità per emergere; gli ebrei si conten­tavano di scuotere il giogo sicuri che un governo democratico francese avrebbe dato loro modo di fare lauti guadagni. Il ristretto per fortuna riduce le cose alle giuste proporzioni: anche qui, chiacchiere e nessun fatto, benché la particolare posizione di Ancona potesse invogliare alle
azioni più decise.
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La sera dell' 8 luglio 1797 il bargello Francesco Gerasani arrestava nell'osteria della Fontana in Trastevere un certo Giacomo Bessi, lavo­rante di orti, ventino venne; che gli era stato dipinto come rivoluzio­nario. Nel quartiere dei Civici in Piazza Fiammetta fu perquisito e gli venne ritrovata una carta in cui era scritto:
Io qual sia di quest'Alma Citta .Romana Personaggio Notabile, mi impegno di proteggere colla mia -facoltosa mano, e difendere col posente mio braccio, tutti quelli i quali aderiranno, ed acconsentiranno di unirsi all' Esercì Lo della Fedeltà Cristiana Generosa, ogni qnal volta però, che non si commetta veruna indegnità. Donde sia uscito il presente, saprassi a suo dovuto tempo. <c Consolatnini Consolamini popolo mena dteit Deus vester , Isa. XI. A- V- 1.
i) Governatore, pacco 2041.