Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1634
Carmelo Trassetti
Nazione Corso* ed armatore francese, che si publicò potesse essere un Commissario repu-blicano, quale essendo andato ad abitare nel publico Albergo Reale, ove trovavasl diggià alloggiato il divisato Boni, ch'crasi pur troppo fatto antecedentemente conoscere per vero democratico, ed aver anche passato delle peripezie nella propria patria, dopo essere stata occupata dai Republicani, fecero immediatamente fra di loro una stretta lega e particolare amicizia. Sulli primi momenti incominciorono quelli che dimostravano essere partitanti Francesi ad andare nel divisato Albergo e presero stretta corrispondenza col Sandreschi, ed il Boni.
Tal'unione fece nascere contro di essi qualche fondato sospetto, die attesa la tardanza de* Francesi di andare in detta città di Ancona, potessero li divisati di loro par titantì colTappoggio del Sandreschi e del Boni, che si crede avessero correlazioni col Saliceti, e Bonaparte tramare qualche congiura contro la sicurezza e quiete della città, tanto più che si era incominciato a vociferare, che le di loro mire fossero dirette ad impadronirsi della Fortezza, per tener a freno la Città, e sottrarla in tal guisa dalla subordinazione che aver doveva al proprio Principe. Tali sospetti maggiormente presero corpo per la lega che si vedeva fra il Boni ed il Sandreschi, e la nazione Ebraica, con andare giornalmente li più ricchi di essa al riferito albergo, ed il Sandreschi e Boni in ogni sera nel Ghetto tenendosi fra di loro de' segreti congressi e discorsi.
Mal soffrendosi tali sediziose persone dalla maggior parte di questa popolazione, era di già nato qualche fermento e temevasi con tutta raggione che a momenti accader potesse in questa Città un ben serio e tragico avvenimento. Ma l'opportuno arrivo di Mons. Delegato, la fuga presa da diversi correi, cioè da Giuseppe Lesti, Luigi Brag-gia, Giuseppe Furietti detto Nissa (carcerato) dott. Pietro Panazzi, Giuseppe Peruzzi, Luigi Peruzzi, Sabbato Seffilli, Ioseph Vita Coen, Abramo di Salvator Consoli e David -di Sanson Consoli, come altresì l'arresto eseguito nelle persone di Angelo Misturi Sanson Costantini, Giuseppe Dinmerò, Natale Gennari, Alessandro Albertini, Vincenzo Taddei e Giuseppe Gambera, riposero in calma gli animi irritati di quelli che professavano tutto l'attaccamento al di loro Principe ed alla Religione, e quella Città riacquistato hi già perduta quiete.
Non fu possibile poter concludentemente giungere al discoprire della pretesa invasione che si tentava della Fortezza, ma ciò nonostante si sono acquistati lumi tali, che fa purtroppo scorgere che vi fosse qualche principio di cospirazione fra alcun dei correi, e segnatamente di quelli che si dettero ad una precipitosa fuga.
Risultò poi ad evidenza, che in tutti li divisati soggetti ed altri di loro aderenti predominasse un strabocchevole genio per la Nazione Francese e per la libertà repu-blicana, giacché questi con il più sfrontato coraggio cercavano non solo di esaltare ed ingrandire le vittorie dei medesimi Francesi, conculcando poi al maggior segno le armi Austriache per così avvilire gli animi dei buoni cittadini; ma si awauzavano altresì a proferire le più seducenti e sediziose proposizioni contro il nostro Sommo Pontefice, contro il di lui modo di governare, e contro la religione medesima, per tirare in tal guisa al di loro partito li più incauti ed inaveduti, oosiche non potevano se non con orrore e con ribrezzo ascoltarsi tali di loro perniciosissimi discorsi.
Dovendosi ora pertanto parlare precisamente di ciascuno di detti correi, si è creduto espediente far discorso sul primo delli detenuti. Contro questi e contro gli altri correi militano genericamente li seguenti indizi.
1 La pillili-ii voce e fama nata ed insorta in quella Città di Ancona contro li riferiti detenuti, nonché contro gli altri correi fuggitivi e contumaci, che cospirassero questi contro la libertà e quiete del popolo anconetano per giungere al di loro