Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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Carmelo Trasselli
3 Perchè senza verona remora, e con sfrontata audacia parlava sempre contro il sistema del Governo Pontificio, e di altri Principi, esaltando l'altro Republicano de* Francesi, con asserire che questo era il migliore e che l'Albero della Libertà non era niente di male, mentre altro non significava se non che un'uguaglianza per la quale commandavano egualmente li Nobili e li Plebei,/. 309, 326, 332, 568.
4 Perchè ostentando di esser persona di elevato talento, poneva in derisione li prod.igj, clic si facevano dalla Sagra Immagine della Beatissima Vergine di quella Cattedrale, vantandosi di aver letto, che si opponevano a questi tali prodigj, e ch'erano libri bellissimi, /. 310, 318, 328, 568.
5 Perchè non potendo più soffrirsi da quelli ch'intervenivano nella spezieria di Alessandro Varie ov'era solito per lo più fare li sopraenunciati discorsi il Gennari, fu costretto il medesimo Alessandro Varie ingiungergli di non più andare nella di lui spezie-ria, giacché tutti lo riputavano per un Giacobino, di qua! nome gloriavasi egli, asserendo che gli si faceva un onore,/. 326, 327.
Sottoposto questi al giudiciale Costituto, si è reso in parte confesso giacché: Ammise di aver asserito di essere più trasportato per il Governo Republicano a confrondo di quello di un altro Principale assoluto, e che in ogni circostanza gli si dava, dinio-stravasi aderente ai Francesi, con esaltare le di loro vittorie, facendo ciò senza veruna fondata ragione, ma per il solo capriccio, e piacere di opporsi a quelli che sentiva dire, /. 502 ad 504.
Nega poi costantemente di aver mai awanzate proposizioni sediziose, e contrarie al Principato, ed alla Religione, e ciò sostiene anche alle ammonizioni e contestazioni, /. 505 a 516.
Riguardo all'altro detenuto GIUSEPPE CAMBERÀ, rimane egli gravato soltanto dalli generici indizj riportati nel principio del presente ristretto alti fogli in essi citati, non risultando che abbia mai awanzata veruna sediziosa proposizione, o fatto discorsi sedicenti, ma
Costituto: Ammise di aver frequentato il publico albergo, di aver procurato cosi trarre dell'amicizia col Sandreschi, col Boni e cogli altri di loro aderenti; ma che per altro ciò faceva per indagare le di loro operazioni, giacché era stato incaricato a ciò fare dal Governo di detta città di Ancona, per mezzo di quel custode delle carceri Bernardo Palmieri, cui riferiva di giorno in giorno ciò che andava scuoprendo sulla condotta de' divisati soggetti, /. 99 e 109.
Tale di lui assertiva rimase verificata dalla stragiudiziale deposizione del detto-Palmieri, cosi che attesa anche la di lui indisposizione di asma di petto, dopo esser stato per qualche giorno ristretto in quella Fortezza, fu dimesso col precetto di aver la casa per carcere.
Avendosi quindi ragione dell'altro detenuto GIUSEPPE DIUMERÒ tenente di quella Fortezza oltre a quel tanto si è detto genericamente contro gli altri correi, rimane gravato:
1 Dalli frequenti e continuati accessi nel publico Albergo, e dalla stretta amicizia, che passava fra esso, Camillo Boni, Angelo Misturi, ed il D.re Pietro Pannazzi, col quale chiù de vasi in camera dei Boni, facendo segreti discorsi, che si credevano diretti a mal fine, /. 210, 219, 237, 269.
2 Dalle aderenze, che credevasi potesse avere con un ebreo di questo Ghetto non solo, perchè egli era solito di dare lo nuove di guerra un ordinario prima che venissero date dagli altri, ma altresì perchè il divisato ebreo lo andette a trovare in un giorno anche nel suo quartiere della Fortezza,/. 215, 222.