Rassegna storica del Risorgimento
1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
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1938
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1643
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1643
procedere contro di esso, poiché era al sommo nauseato dal di lui procedere e parlare,/. 763.
8 Dall'aver in aria di scherno, e vilipendio detto ad un Officiale di quel Presidio nclT incontrarlo per la strada, che puzzava di morto, perchè venendo li Francesi lo avrebbero certamente ucciso,/. 448, 561, 772.
9 Dalle deposizioni di più testimoni eh* hanno inteso in diversi luoghi e circostanze proferire dal Renoli proposizioni le più scandalose, e sediziose tanto contro il nostro Sovrano, che contro la Religione, e segnatamente con essersi espresso, che -il-Papa era un tiranno, giacché aveva gravati, ed oppressi li sudditi colle Finanze, coli'aumento della moneta, con voler gli ori, e gli argenti per maggiormente arricchire li suoi nipoti, quali erano andati in Roma miserabilissimi, e che bisognava rimandarli via, "nella maniera medesima, e ch'era tempo terminasse questo regno tirannico, che già era giunto all'Olio Santo,/. 441,446, 584, 585, 762, 763.
Dal che rimane concludentemente verificato che il divisato Renoli era uno de* più sfacciati par ti tanti Francesi, senza verun principio di Religione, ed amante al maggior segno della Rcpublicaua Libertà, e di un Governo Democratico.
Dello stesso calibro e carattere erano gli altri due menzionati soggetti Conte FILIPPO BERNABEI e FRANCESCO PASSASI, giacché anche questi avanzavano le stesse e consimili proposizioni sediziose egualmente che il Renoli, deponendone più testimoni, /. 580, 584, 585, 586, 762, 763.
Ed oltre a quanto si è di sopra asserito concorre sempre più a gravare li divisati due soggetti di aderenza alli Francesi la di loro frequenza all'Albergo Reale, e segnatamente nella camera di Camillo Boni, in cui anche di sera si chiudevano per lungo tratto di tempo in segreti discorsi e colloqui,/. 495,496, pretendendosi dal Fisco, che tali accessi, e discorsi fossero diretti a tramare qualche congiura, non solo sulla publica voce già eccitata in quella città, ma anche sulla sicura certezza che il Boni era uno de* capi fautori de' Francesi, di genio e partito democratico, e che avea delle correlazioni col Saliceti.
Rimane ora a trattarsi soltanto dei fuggitivi già nominati nel principio del presente ristretto, e prima di tutti si parlerà di GIUSEPPE LESTI.
Contro questi oltre all'indicati indizj generici, e segnatamente la fuga da esso presa concorrono a gravarlo:
1 Li frequenti accessi alla di Lui casa di moltissime persone sospette, e segna-tamente del Prete Corso D. Francesco Felice Bertoloni, motivo, per cui veniva da tutti generalmente creduto, ed asserito, che nella detta di lui casa si facesero de* complotti e de* segreti maneggi,/. 53, 243, 337, 445, 446.
2 L'aver mangiato in una sera di venerdì alla tavola del Sandreschi nel publico Albergo Reale, del gallinaccio arrosto, quantunque vi fossero altri cibi di magro, /. 443, arguendo da ciò il fìsco la di lui miscredenza, ed irreligione, che rimane sempre più verificata dalle maniero derisorie colle quali asseriva essere una mascherata la Processione che soleva farsi in ogni sera da molte pie, e divote persone, che ritornando dalla Chiesa di San Ciriaco cantando le Litanie, si prostravano all'adorazione del SS.mo Sagramcnto nulla Chiesa della Venerabile Confraternita di
tal titolo.
3 Dall'aver con aria imperiosa e con voce imponente ripreso un certo Domenico Morosi, perchè discorrendo quello de' Francesi toccava Io crudeltà de* medesimi, imponendogli di acquietarsi* giacché non era più tempo di parlar male di tal nazione, / 342, 346, 354, 359, 364. 366, 370.