Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1644>
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1644 Carmelo Trasselli
4 D all'aver in simil guisa detto al calzolajo Antonio Faconda che fra 15 giorni gli avrebbe reso conto di avere la sera avanti aserito in un discorso che si faceva de* Francesi, che sperava nella misericordia di Dio; e della Beatissima Vergine, che non sarebbero quelli colà andati./. 341, 346, 358.
5 Dalla deposizione di un testimonio, quale asserisce col suo giuramento che il detto Lesti unitamente al di lui cognato Luigi Pcrazzi procuravano di sedurlo ad unirsi al di loro partito republicano, /. 242 e 253.
6 Da una lettera scritta dal menzionato prete Corso in data di Verona, e diretta allo stesso Lesti, colla quale, oltre al dargli nuove esagerate, ed insussistenti di diversi vantaggi riportati dai Francesi termina con esortarlo a soffrire ancora per poco mentre rimarrà contento di vedersi liberato dalla schiavitù,/. 1035.
Passandosi ora a parlare dell! fuggitivi, ed esenti Pietro Pennazzi, Isach Rodri-guetz, Giuseppe Peruzzi, Luigi Peruzzi, Luigi Bragia, Camillo Boni, Gio. Lorenzo Sandreschi, D. Francesco Felice Bertoloni, N., di lui fratello, Sabbato Seppilli, Joseph Vita Coen, Abram di Salvator Consoli e David di Sanson Consoli, contro li medesimi militano gP indizj generici già riportati nel principio del presente ristretto, oltre alla fuga da essi presa e segnatamente oltre a quanto si è detto di sopra, rimane gravato, LUIGI BBDGIA da due lettere al medesimo scritte, una in data di Bologna sotto li 22 ottobre da un tal Ignazio Brizj, e l'altra da Verona sotto li 16 Vcndemiere anno quinto Republicano dal Prete Corso D. Francesco Felice Bertoloni, /. 712, 1097, e: che sono state formalmente riconosciute scritte di suo carattere, dalle quali si ravvisa a colpo d'occhio, che tanto li scriventi che il Bragia medesimo erano di partito Repu­blicano, e bramavano che in questa città venissero li Francesi, per adottare il di loro sistema e liberarsi dal Governo tirannico del Papa, conforme eglino asserivano.
Il PANNAZZI poi, ch'era uno de' capi principali de' divisati aderenti Fran­cesi de' complotti che si tenevano, e che più sfrontatamente degli altri awanzava proposizioni sediziose, conforme risulta da quasi tutto il processo, rimane gravato:
1 Dalla famigliarità, aderenza e stretta amicizia che il medesimo aveva cogli altri capi Camillo Boni, Sandreschi, Rodriguetz, con aver in specie con questi, sebbene ebreo, dimostrato segni non indifferenti di attaccatezza coli' abbracciarlo e baciarlo nell'atto della di lui partenza,/. 192, 280, 292, 299.
2 Li discorsi segreti e complotti, che faceva il Pannazzi con il tenente Dhimerò e Camillo Boni nella camera del medesimo a porta chiusa,/. 669.
3 L'aver egli encomiato sempre la condotta de' francesi essendosi esternato tanto col Dr. Tessati, che col Chirurgo Zarmoni in diverse circostanze, che non avessero avuto timore della venuta de' Francesi, mentre egli avrebbe parlato con Bonapartc, e sarebbero stati pagati più. profumatamente, e che sarebbe stato miglior partito per loro che Ancona fosse divenuta Republica, mentre si sarebbe eretta un'uni­versità, e le persone di talento sarebbero state considerate assai più dai Francesi, che sotto il Governo de' preti,/. 298, 299, 410, 705.
4 L'essere stato il medesimo Pannazzi proclive al Libertinaggio di un Governo Democratico, fin da' primi anni della di lui Gioventù, con procurare anche di sedarne altri, per tirarli al di lui partito, avendo dimostrato mai sempre dell'avversione ai Nobili, /. 411, 434, 549-, 763.
5 L'aver proferita la sediziosa proposizione in un pranzo, che in breve sarebbero andati li Francesi in Ancona, e si sarebbe fatto un lauto pranzo nella publioà Piazza al quale tutti li Nobili e Capi di Religione avrebbero assistito e servito in tavola vestiti da pulcinelli,/. 550, 840, 847, 852.