Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1647>
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Processi politici romani dal 1792 al 1798 1647
giorno essendo sortito io da detta villa prima degli altri, mi nnj poi per istrada coi nominato Battista, che mi sopragiunse ed avendogli io medesimo ricercato se aveva veduto il nominato Luzi, e se niente gli aveva detto, mi rispose, che nel sortir dal cancello gli aveva detto: Procurate voi altri, con essere io parimenti andato a casa scnz aver parlato con alcuno quella sera di quest'affare. Il seguente mercoldì a bnon ora andando io al lavoro fuori di Porta S. Pancrazio circa un miglio incontrai un certo Paolo Albanese di cui non so il cognome, vignarolo di Mazzarelli al Pidocchio, che veniva a Roma, onde fermatolo gli dissi se voleva unirsi a fare una ribellione in Roma ma egli mi rispose ch'ero matto, e mi ricercò se chi faceva da capo: avendoli io soggiunto che il capo era un certo Pietro Luzi tornò a domandarmi quando ciò avesse a succedere, ed io azzardai di mio capriccio a dirgli, che doveva accadere il seguente venerdì notte, ed egli allora mi rispose, ch'era troppo presto, perchè aveva del grano da rimettere, e che se fosse stato più. tardi si sarebbe unito, avendomi soggiunto alla interrogazione, che gli feci se aveva lo schioppo, che aveva lo schioppo e qualch'altra cosa, e così ci licenziammo. Arrivato alla vigna mi posi a lavorare col Battista tirando li solchi per l'acqua, e sopragiunto il Luzi gli dissi ho trovato anche Paolo che ha lo schioppo, e qualche altra cosa. Poco dopo trovandomi io in compagnia di tutti li sunnominati lavoranti ai quali presiedeva secondo il solito il Luzi fu riassunto il discorso della ribellione, ed allora fu, che il medesimo parlando sul serio disse, che assolutamente si doveva fare l'unione delle persone, per effettuare la sudetta ribel­lione, alla quale accudj io, il Battisti, ed il Pasquini, giacché gli altri tre Pacchini, Domenico Antonio e Francesco Angelo vedendo, che si diceva da vero non vollero in verun conto accudirvi. Fu continuato adunque fra noi il discorso di questa ribellione, presentì però li sudetti tre, che non volevano accudirvi e fu stabilito di uccidere quanti Francesi e Giacobbini si trovavano: di rispettare solamente quattro case Nobili, cioè Albani, Dona, Mattei, e Carpegna, spogliando tutte le altre case dei signori Romani, ed avendo io detto al Luzi su questo particolare, che si sarebbe potuto salvare anche la casa Borghese mi rispose di nò, perchè aveva li figli, troppo sicarj; di obligare il Nipote del Papa a darci due milioni subito, altrimenti lo avremmo ammazzato, e rapporto a questo mi ricordo di avere io detto, che se andavo avanti agli altri, e m'incon­travo con lui non so se avrei avuto flemma di non ammazzarlo subito con avermi soggiunto lo stesso Luzi, che non era prudenza di ammazzarlo, perchè non si sareb­bero trovati li denari: di levare affatto il Governo ai preti, e darlo ai capi di tutto il nostro complotto; e di disarmare le pattuglie civiche, e li quartieri ad effetto di armarci tutti noi per potere così ottenere l'intento nostro, ed eseguire quel tanto, che avevamo concertato con andare inoltre alle polveriere per provederci della pol­vere necessaria, e dalli venditori di monizioni a prenderla per forza per farne uso in caso si fosse trovato resistenza. Stabilito così questo progetto tornò a dire il Luzi* come volevamo chiamare quest'unione, e fu concertato di chiamarlo l'Esercito dei Cristiani Fedeli; che anzi avendo io suggerito allo stesso Luzi di scrivere questo titolo in due bollettini, e darne uno a me ed uno al Batista per farlo vedere a quelle per­sone che avremmo invitate a quest'unione il medesimo Luzi andò subito al casino della villa, scrisse detti due bollettini, e ce li mandò per mezzo d'un ragazzo per nome Domenico, che lavora nell'orto medesimo, quali due biglietti furono poi dati a Carlo delTAlbertazza, e a Domenico figlio di Pippo Gnocco in occasione, che da me furono invitati ad unirsi al complotto come a suo luogo dirò, dovendole soggiungere, che oltre li sunnominati nhin altro si trovò prosente al sudetto progetto, e molto mono Antonio padre del sudetto Luzi, il quale non ha di tal fatto neppure il sentore, ohe