Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1648>
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Carmelo Trasselli
anzi se ne avesse avuta la menoma notizia vi si sarebbe sicuramente opposto per essere un onesto uomo. Fattosi in tal guisa il Lira capo del complotto, e fattosi come sopra il piano delle operazioni per effettuare la rivoluzione parlai col Battisti, e col Pasquini senza che ascoltassero gli altri tre sunnominati lavoranti, e posi in vista alli medesimi esser necessario di porsi subito in giro a far uomini, e chiedere allo stesso Lussi un poco di danaro perchè se perdevamo il lavoro non avevamo con che vivere. Avendo essi approvato questo mio pensiero incaricarono me di chiederglielo esprimendosi peraltro, che non me li arerebbe dati, perchè è veramente avaro. Senza perder tempo chiamato io subito in disparte il Luzi gli feci la richiesta del danaro per la ragione soprallegata, ma egli mi rispose che non vi era bisogno di perdere giornate, potendosi aspettare a reclutar gente alla seguente domenica, ch'era giorno festivo, ed in ogni pessimo caso ci erano le due consecutive feste di S. Giacomo e S. Anna* nelle quali trovar potevasi quanta gente potevamo. Gli risposi, che cosi l'affare andava troppo alla lunga, e che era meglio di porsi subito in moto per formar l'unione e met­tere così sollecitamente in esecuzione quanto egli aveva progettato. Rispostomi il Luzi di non aver danari in dosso m'insinuò che mi fossi pure posto in giro per l'effetto sdetto quando così mi piacesse mentre la sera mi averebbe dato danaro me ne andai a far colazione colli compagni ed in tal congiuntura chiesi in prestito a Francesco Angelo sudetto quattro o cinque paoli, che disse avere in saccoccia, ma avendo egli ricusato imprestarmeli perchè gli servivano, mi disse il Battisti, che fossimo pure andati, avendo egli a casa quattro o cinque paoli, de' quali potevamo servirci, esprimendosi, che il detto Luzi era un cagnaccio, che tutto faceva fuori, che metter fuori denaro. Allora partj col Battisti per l'effetto sudetto dalla villa restandovi cogli altri il Pasquini perchè se mai compariva il padre del sudetto Pietro non si insospet­tisse vedendo mancare tre persone dal lavoro, ed essendoci incaminati verso Porta S. Pancrazio prima di giungervi entrammo in vigna Giraud, ch'era aperta, e trova­tovi Tommasino affittatale della medesima, che stava facendo colazione eolle opere, lo chiamai in disparte, e gli confidai ciò, che il sudetto Pietro Luzi aveva proposto di fare invitandolo, ad unirsi con noi per effettuare la rivoluzione suponendogli ad arte per indurvelo che già a quell'ora avevamo formato un'unione di venti e più persone con avermi il medesimo rispostò di non volersi unire perchè non voleva guai. Unitomi allora col Battisti il quale in tal frattempo parlato aveva con un di lui lavorante chia­mato Isiceola che non so de quali e partiti da detta vigna mi riferì Io stesso Batti­sti, che avendo invitato detto Niccola ad unirsi al complotto egli vi aveva aderito non sapendo io peraltro se ciò sia la verità* Io poi per incorraggiare sempre più lo stesso Battisti a far ricerca di gente per unirla al complotto gli detti ad intendere, che anche il sudetto Tommasino si era unito, ed ad effetto di far credere a quelli, che invitati avremmo all'unione, feci fare col coltello, alcuni segni in un bastone, che il Battisti portava in mano indicanti il numero di 48 come se fosse stata una taglia dando così ad intendere, che in poche d'ore avevamo trovate 48 persone. Entrati quindi in Roma per Porta S. Pancrazio, io mi diressi a casa per mettermi li calzoni, giacché andavo in mutande, ed anche per prendere alcuni pochi bajocchi, che vi rite­nevo, avendo il Battisti continuato il cammino per andare a casa sua per l'effetto sudetto dandoci l'appuntamento di ritrovarci poi alla Piazzetta della Corda Non avendo però trovato in casa mia moglie, che stava a cavar hi seta al vicolo Reali m'incamminai verso la Madonna della Luca dove abita il detto Battisti, e giunto incon­tro S. Gallicano, m'incontrai col medesimo, che già sortito da casa s'incamminava verso il sudetto sito. Unitomi col medesimo ce ne andammo al vicolo del Pisciatore