Rassegna storica del Risorgimento

1792-1798 ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <1650>
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Carmelo Trasselli
di Tommaso Trubisouda situata in un vicolo vicino a quello del Pisciatore, ove averebbe.ro potuto discorrere di quest'affare anche con altri* che vi capitavano, essen­doci cosi lasciati senza che peraltro né io né il Battisti in detta sera né in altre succes­sive si andasse in vexun conto nell'osteria del Trabisonda. Da detto sito ci dirigemmo al Popolo, ed entrati in quell'osteria, che fa cantone prona d'arrivare alla Piazza dalla parte di Rìpetta i'u ivi da noi parlato al Roscio, che fa il calafato, ad Antonio detto la Pecora, ed a due dei Fratelli Lazzari, che non so nominargli, potendogli dire sola­mente non essere veruno di loro quello che chiamasi Serafino, il quale per parte nostra niente sa di quello tramavasi. A questi pure palesammo quanto si era stabilito per effettuare la ribellione invitandoli ad unirsi con noi, e supponendogli falsamente di aver già formato un corpo di 48 uomini, ma questi pure ci risposero che sarebbero stati pronti ad unirsi al complotto tutte le volte, che ci fosse un caso, che ci proteg­gesse, e con cui volevano loro stessi parlare, mentre in caso diverso niente volevano saperne. Sortito io col Battisti da detta osteria incontrammo un certo Antonio Popo­lante, che non so qual'arte faccia, né dove abiti, ed avendolo invitato in simil guisa al complotto ne riportassimo la risposta dataci dagli altri, e siccome noi gli dassimo a credere, che questo capo vi sarebbe stato, egli con tal supposto ci condusse a Capo Le Case ove incontrato avendo un gramicciaro a me incognito, palesammo anche a questo ciò, che si tramava, facendo anche a lui l'invito di unirsi al complotto, con aver da lui riportato la risposta medesima di non volervisi mischiare senza l'appoggio di un qualche personaggio, che proteggesse li rivoluzionarj. Essendosi già fatto notte io ed il Battisti ce ne andammo in Borgo, per aspettare che tornasse dalla vigna il nominato Luzi, secondo i'apuntamento, che ci aveva dato la mattina pròna di par­tire dalla vigna, ed essendoci con lui uniti nel ritorno che faceva a casa, ci slontanammo tutti tre dalla medesima, e gli rendemmo conto di ciò, che avevamo operato e della risposta dataci da tutti, di voler per capo qualche personaggio, che ci proteggesse, e col quale volevano loro medesimi parlare su di che ne stavano attendendo risposta il giorno seguente. Avendoci detto il Luzi, che averebbe ciò pensato, ed avendogli io allora soggerito di fare una carta, in cui si figurasse, che un qualche personaggio potente, e ricco invitasse il popolo ad unirsi all'esercito cattolico, e fedele, replicò il detto Luzi, che anche su ciò vi averebbe pensato incaricandomi nel seguente giorno di dire a quelle persone olle quali avevo parlato, che il capo quale desideravano in apresso l'avrebbero avuto, e così senza darmi alcuna somma di danaro, che io gli richiesi, col pretesto, che non aveva moneta indosso, ci licenziammo, ed ognuno se ne andò alle proprie case. La seguente mattina del giovedì per lo stesso effetto non andai a lavorare, ma sortitomene tardi da casa andai al vicolo del mattonato alla osteria di Gnocco con aver parlato fuori della medesima con Domenico di lui figlio, e con Carlo dell'Albcrtazza, vignaiolo cognito per Trastevere, avendo ad ambedue confidato ciò, che tramavasi, avendoli invitati ad unirsi alli Bivoluzionarj, ed avendogli consegnato uno per ciascheduno i due biglietti datimi il giorno del Luzi, come ho detto di sopra, de' quali non RO qual uso ne abbiano fatto. Questi ancora risposero, che quante volte vi fosse stato un capo, che potesse proteggerli, erano pronti ad unirsi colli Bivoluzionarj aggiungendo il detto Domenico figlio di Gnocco, che se ciò succedeva, cgE voleva ammazzare il nipote del Papa, e godersi la di lui moglie, con dirgli inoltre, ch'era tanto tempo che gli andava appresso* Del dopopranzo tornato io al Popolo mi abboccai colle sunnominato persone colle quali aveva parlato il giorno avanti, e secondo I* istruzioni datemi dal Luzi promisi loro, che il capo quale essi desideravano vi sarebbe stato con cui anche averebbero parlato. Insistendo però essi