Rassegna storica del Risorgimento
1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1938
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pagina
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1687
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Rapporti della polizia segreta austriaca in Piemonti** ecc. 1687
(Da vrC altra fonte).
Torino, 16 marzo 1857.
Si diffonde tra il partito rivoluzionario locale come in quello di Genova la diceri* che i partigiani di Murat susciteranno in breve un movimento a Napoli; specialmente sembra abbiano molti aderenti tra il militare, perchè si dice abbia assicurato in caso di riuscita onorificenze, promozioni e specialmente lo scioglimento della Guardia Svizzera
E certo che i partigiani locali di Murat come p. es. l'ex colonnello Mezzacapo, Mancini, SciaJoja, Conforti, La Farina, l'avvocato Mocci e un certo Lizabè tengono frequenti corrispondenze e conferiscono molto con Cavour e non c'è dubbio che il governo piemontese sia pienamente d'accordo.
Il partito mazziniano non è del tutto estraneo anche qui; conscio della sua momentanea debolezza, non può prendere altra strada che far mostra di aiutare i progetti del partito costituzionale e di trarre vantaggio secondo i casi. 2it" l
La nota diplomatica dell'Austria sembra abbia avuto effetti almeno apparente* mente perchè il Ministero piemontese è più severo riguardo alla stampa e altre dimo* s trazioni contro l'Austria. Cosi pochi giorni fa da parte di Ratta zzi venne proibita la recitazione di una poesia conia quale si doveva inaugurare un teatro di Torino, perchè in essa si faceva un rimprovero agli Italiani di aver mostrato finora indolenza e scarso coraggio di liberarsi dal giogo straniero con una terza riscossa.
A Genova e anche qui i partigiani induriti del partito rivoluzionario si scagliano contro i milanesi perchè le Loro Maestà sono state ricevute così amichevolmente nella capitale della Lombardia.
I moderati di qui non si peritano di riconoscere la giustezza della Nota del Conte Buoi- e di porne in luce il buon fondamento, mentre la Nota di Cavour è oggetto di opposto giudizio. Ma anche i partigiani esaltati dal partito costituzionale si mostrano scontenti della Nota di Cavour e gli fanno specialmente appunto per il passo riferentesi al noto monumento, per la promessa di non permettere alcun' iscrizione ostile all'Austria, tanto piò perchè non è mistero che Cavour si adoprò per questo. I più attivi nel promuovere il monumento, la sottoscrizione e le offerte, furono il fuoruscito politico milanese Cesare Correnti attuale Deputato alla Camera piemontese, e Carlo Clerici,: pur egli fuoruscito milanese. Quest'ultimo però, in seguito alla accennata promessa nella Nota di Cavour, avrebbe dichiarato di voler rinunciare a tutto, facendo naufragare eoa l'idea del monumento.
Personalità elevate e bene informate assicurano che l'Imperatore dei Francesi avrebbe espresso per mezzo del suo ambasciatore Duca di Graminont al Re del Pie* monte il suo rammarico perchè questi non fece salutare per mezzo di un suo speciale ambasciatore S. M. l'Imperatore d'Austria durante la Bua ultima venuta in Lombardia, rivelando cosi, e in modo tanto palese, lo cattive relazioni tra le due Corti. Il Re avrebbe dichiarato personalmente al Duca di Grammont che aveva sì, l'intenzione di salutare l'Imperatore d'Austria, ma che gli furono fatte obiezioni dal Ministero, il quale insistè sul fatto che l'Austria era l'unica potenza che in occasione delle recenti morti di membri della famiglia reale, non aveva inviato condoglianza alcuna.
L'i. r. Direttore di Polizia
Mariinez.