Rassegna storica del Risorgimento

1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <1691>
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Rapporti delia polizìa segreta austriaca in Piemonte* ?cc. 1691
"ajuto russo sul quale forse potrebbe contare, è troppo lontano, quindi nullo. Sa anche di non poter fare assegnamento alcuno sopra sogni di movimenti insurrezionali, che sarebbero biasimati e repressi e che ricadrebbero a suo danno tutte le conseguenze.
L interruzione dei rapporti commerciali, della quale si sta in apprensione sarebbe uà colpo fatale per tutti e più ancora per le finanze dello Stato che si reggono ad un filo.
Tale è lo stato delle cose in Piemonte. Torino, 4 aprile 1857.
V. (Tedesco nell'originale).
Milano, 8 aprile 1857. Torino, 7 aprile 1857.
Si parla qui d'una Deputazione di emigrati, i quali avrebbero in questi giorni, rappresentato al Conte Cavour la necessità di prevenire il partito repubblicano e di promuovere appena possibile un generale movimento costituzionale nelle diverse Provincie Italiane.
Questa Deputazione sembra fosse composta oltre che di emigrati del Regno Lombardo-Veneto, anche di parmensi toscani e romagnoli, e si fanno i nomi del Conte Baggio di Venezia, Tibaldi di Milano, Federici e Silva di Parma, Bucci di Bologna, il dottor Torricelli di Ferrara e Speranza di Firenze quali membri.
Non si conosce nulla circa le accoglienze da parte di Cavour, tuttavia si vuol far credere ch'esse siano state soddisfacenti, poiché alcuni dei sudditi emigrati appaiono molto soddisfatti e parlano molto di prospettive d'un nuovo Quarantotto. Da tutti questi discorsi trapela però che si fa generalmente calcolo sull'aiuto d'una grande Potenza vicina per rimuovere gli Austriaci dall'Italia.
Si trova qui da alcuni giorni un certo Santi Enrico, ch'è da poco segretario di Mazzini. Ha un passaporto inglese a nome Wibbeman.
Magenta 7 aprile 1857.
Da alcuni giorni le guardie confinarie piemontesi hanno ricevuto dal loro Ministero Tavviso di lasciar passare liberamente chiunque vada in Lombardia o ne venga senza previo visto sul passaporto, anzi senza nemmeno prender visone dei documenti di viaggio. Si considera questo come una risposta alle facilitazioni di transito concesse dal Governo Austriaco.
I Comandi delle Coscrizioni Piemontesi hanno richiamato molti congedati; si saprà appena fra qualche tempo se questo richiamo significa preparativi di guerra oppure ha di mira soltanto le abituali manovre come finora si ha motivo di ritenere.
Si dice anche che il Governo Piemontese abbia intenzione di anticipare d'un anno la coscrizione. La popolazione Piemontese di confine è sempre più mal disposta per la rottura diplomatica con l'Austria. Si paventa la rottura delle relazioni commerciali, si teme l'espulsione dei sudditi Piemontesi stabiliti nel Lombardo-Veneto ove eserci­tano industrie e commerci, e ci ri esprime con palese malcontento suIPatteggiamento di Cavour che avrebbe provocato queste spiacevoli conseguenze. Si odono spes­sissimo forti ingiurie contro ìl Cavour e la chiusa di tali discorsi è generalmente questa: C/te colpa abbiamo noi se il Ministro Cavour è una canaglia?
Mariincz.