Rassegna storica del Risorgimento

1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <1692>
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1692 Lina Gasparini
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(Tedesco nell'originale).
All'Arciduca Massimiliano, Governatore Generale del Lombardo Veneto..
Milano, 16 aprile 1857. Altezza Imperiale.
Lo atesso fiduciario dal quale provengono le notizie del mio rapporto del 7 corr. mi ha di nuovo informato sulla condizione in Piemonte sugli eventi colà, e, dietro mia speciale richiesta, anche sulla fondatezza delle voci circa misure militari prese da quel Governo.
Credo di poter notare al riguardo che anche altre notizie confermano che la popo­lazione del Piemonte, e specialmente gli industriali e i commercianti si esprimono con malcontento circa le nuove complicazioni diplomatiche, e insistono sul fatto che causa il contegno del Ministero essi devono soffrire infiniti danni e funeste conseguenze, e che per rimuovere questi mali dovrebbe venir sacrificato il ministro Cavour, che li
ha causati.
Marrinez.
(Annesso al precedente).
Torino, 14 aprile 1857.
Fa d'uopo stabilire per principio la verità, che le due Potenze di Francia e Inghil­terra hanno rinnovato le loro rimostranze perchè si debba qui evitare tutto ciò che può dare motivo di malcontento al Governo Austriaco. Di fatti il Ministero aveva in pronto per presentare alla Camera un progetto di legge per la riforma della Guardia Nazionale, col quale veniva fra l'altro a stabilire di formare anche le Legioni Mobili obbligate a stare ogni anno 40 giorni sotto le armi per l'istruzione.
Tale progetto venne ieri deciso lasciarsi in sospeso, giudicando il momento inop­portuno come quello che avrebbe potuto suscitare un allarme nel paese e provocare un malumore costà. Non basta, la stampa stessa si è fatta da qualche tempo più docile o per lo meno non tanto violenta come lo era.
In conseguenza di ciò sarà facile comprendere che il paese si mantenga nello stesso spirito che ho accennato nell'ultima mia memoria, e che la voce che il signor Cavour debba lasciar il Ministero acquisti ognor più fondamento. Qualcuno ieri m'assicurava che probabilmente si ritirerà spontaneo anziché aspettare una sconfitta. Del resto sia persuaso che Cavour non ha alcun sentimento né per l'Italia, né per nessun altro paese del mondo, e che la sola cosa che lo predomina è una smodata ambizione di popolarità e di ricchezze cose entrambe che ha mirabilmente conseguito.
Posso assicurare che nessun movimento di truppe finora è stato né ordinato, né fatto e che molto meno si pensa alla ridicolaggine di un campo di 20 mila uomini presso Alessandria, e neppure ad approvigionare fortezze, né a fare provviste di grani. Queste notìzie sparse sono allucinazioni di mente degli esaltati, ma nulla assoluta­mente vi è di vero.
La scoperta congiara a Parigi che si vuole avesse ramificazioni in tutta Italia, e che avesse per iscopo un movimento generale in un dato giorno, non è certo cosa che possa essere favorevole al Ministero attuale, provocatore e fautore di sciocche speranze, e la Francia che lo sa non vorrà dimenticarlo.
Non si dia pena, che se qualche cosa di serio od importante avvenisse, o si preconizzasse io La terrò puntualmente informato.