Rassegna storica del Risorgimento

1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <1698>
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1698 Lina Gasparini
taciuta, sebbene abbia portato i suoi frutti, giacché gli animi de* Genovesi si sono completamente alienati dal Governo, e aonosi in quella vece rinnovate e rinforzate quelle gare, gelosie e rancori che pareva fossero assopite. Uno solo fra. gli oratori merita attenzione, non per la sostanza del suo discorso ma pel suo colore il Signor Menabrea, che si mostrò favorevole al Governo.
L'enigma però è spiegato in due parole: Paleocapa acciaccoso ha quasi perduto la vista, lascierà il suo posto, al quale Menabrea aspira e che facilmente otterrà.
Il partito di coloro che anelano e sognano una terza riscossa ha perduto lena ed è scoraggiato. Le speranze riposte in Francia ed Inghilterra che vanno ogni giorno dileguandosi, l'attitudine dell'Austria e varie altre cause locali, hau finito per con­vincere quest'ostinato partito che i suoi disegni rimarranno molto a lungo allo stato di pio desiderio. Io ho parlato con vari fra essi, e non li ho da gran tempo veduti più sfiduciati di quello che lo sono in questo momento. Comprendono che le loro diatribe contro l'Austria, se incontrano la simpatia di qualche fanatico, non incon­trano però quella delle masse e purtroppo, dicono essi, lo installomento di un fratello dell'Imperatore al Governo del Lombardo-Veneto; la sua intelligenza, il lusso della sua corte, la volontà esternata di dare un sviluppo e slancio al Commercio ed all'In­dustria ecc. ecc., tutto assieme insomma va a costituire una forza morale al Governo, che assieme alla materiale mettono il Piemonte nell'impotenza di lottare. Bisogna adunque attendere miglior sorte dal tempo e dagli avvenimenti e sperare in questi. E siccome queste espansioni lamentevoli non sono che l'eco del Conte di Cavour, cosi Ella può da questo rilevare anche in quali disposizioni si trovi 1 animo del Signor Conte, il quale per appagare la smisurata sua ambizione di dominio, piegherà non solo alle giuste esigenze dell'Austria, ma con un sagace e ben forbito discorso se ne farà un merito presso la Nazione italiana (che penserà a coniar le nuove medaglie), e farà quindi ogni sforzo per mantenersi al potere.
Che vi possa però rimanere è dubbioso assai: né esso né i suoi colleghi, ecce­zione fatta di Paleocapa e Lamarmora, non godono né la fiducia del paese né quella del Re, il quale ha finora subito questo Ministero come una dura necessità, contento di approfittarne della prima occasione per liberarsene.
Intanto la corruzione ed immoralità continuano ad essere all'ordine del giorno, e se si volesse entrare in dettagli, non si finirebbe cosi presto di enumerare fatti i più vergognosi e scandalosi nei quali i governanti ne hanno il maggior merito* Si avvicinano le feste dello Statuto che saranno squallide e limitate ad una meschina luminaria, essendoché Municipio e privati sieno esausti di mezzi.
In una parola il paese è oppresso e comincia a piegare sotto il peso di questo famoso Governo e più ancora sotto il peso del sistema, e felice sarebbe di vedersi sollevato prima di rimanere interamente schiacciato.
XIV.
(Tedesco nalVoriginala).
Corrispondenza segreta di contenuto politico-poliziesco.
Torino, Il maggio 1857.
Benché VEspero di oggi parli del grande giubilo col quale il Re fu salutato dal popolo e dai lavoratori e studenti all'odierna festa dello Statuto, tuttavia le cose parvero andare altrimenti a un osservatore franco e imparziale.