Rassegna storica del Risorgimento
1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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Lina Gasparìni
fino a che punto tutto sia organizzato e preparato per lo scoppio di un nuovo movimento. Fra pochi giorni tornerà ancora a Londra, ed è pieno di fiducia e buone speranze.
Poiché finora tutti i tentativi rivoluzionarli sono falliti, Mazzini è fermamente deciso di guidare il prossimo movimento personalmente e nella massima vicinanza possibile; scelse perciò Genova come base della sua attività. A questo intento, giungerà qui circa un mese prima, per dare l'ultima mano all'opera. La sollevazione deve però aver principio in Toscana.
Per dare anche nelle rimanenti parti d'Italia il segnale concordato, ci si servirà di una parola d'ordine, che possa venir trasmessa col telegrafo senza destar sospetto. Questo segnale dev'esser dato solo alla vigilia dello scoppio.
Celsi (Orsini) assicura che le cose vanno ottimamente e che perfino Napoli, dove ci si urtò finora nelle maggiori difficoltà, non lascia nulla a desiderare. Non si è ancor sicuri fra quanto tempo questo movimento avrà il suo inizio. La decisione partirà dal Comitato di Londra. L'obbiettivo principale è però anzitutto la morte di Luigi Napoleone; vengono fabbricati a questo scopo nuovi ordigni, e si aspettano a Parigi nuovi adepti.
Qualche tempo fa andò da qui un emissario a Vienna e in Ungheria, con 1* intenzione soprattutto di sondare i sentimenti degli Ungheresi che vivono a Vienna. Questo emissario sembra sia un certo Fiarba, o almeno porta questo nome. Tornò qui in questi giorni da Vienna, portando tuttavia cattive notizie per il partito della rivolta, perchè asserisce che l'adesione degli Ungheresi all'Imperatore d'Austria aumenta di giorno in giorno, che l'Imperatrice specialmente ha guadagnato tutti i cuori, e che egli dovette lasciare Vienna per paura di venir denunziato dai suoi stessi comp atrio ttL
Uno dei più attivi partigiani della Rivoluzione è il milanese Bordini, fuoruscito perchè compromesso politicamente nel processo mantovano di alto tradimento del 1852. Qui è procuratore del Marchese Ala Punzone, il quale pure appartiene al partito della rivolta e tiene pronta una cospicua somma di danaro che deve servire per il caso di un ritorno a mano armata nella Lombardia. Si può dire che Bordini sia il capo del Comitato di qui, sempre in compagnia del profugo bergamasco Camozzi, il quale pure sovvenziona con danaro molti degli emigrati di qui. Il noto profugo politico Giuseppe Rossi di Milano, molto compromesso nella rivolta del febbraio 1853, vuole in questi giorni fare una gita a Milano sotto falso nome e travestito Sembra aver in petto progetti d'assassinio contro il Commissario milanese Galimberti, affinchè la Rivoluzione dia cosi un nuovo segno di vita.
Torino, 9 giugno 1857.
I Piacentini hanno mandato di nuovo un contributo per i cento cannoni; esso-fu portato qui da un giovane, corto Mascheroni, segretario del Marchese Anguis-sola. Se si vuol prestar fede alle sue assicurazioni, bisogna credere che il Ducato di Parma offrirà al più presto la sua corona al Piemonte. La maggior parte della nobiltà lavora a questo scopo.
Ieri sono partiti per Ginevra tre romagnoli con passaporti sardi. Si crede che eian diretti a Parigi, per attentare alla vita di Luigi Napoleone. Uno di essi sembra si chiami Rava, l'altro Patucelli, il nome del terzo non si sa.
Martinez.