Rassegna storica del Risorgimento

1857-1858 ; AUSTRIA ; POLIZIA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1938>   pagina <1708>
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1708 Lina Gasparini
Afilano, 13 luglio 1857.
Viaggiatori che giungono dal Piemonte raccontano che vi regna grande agita­zione e inquietudine tanto nelle citta che in campagna, perchè si teme scoppi un movimento generale contrario al Ministero. La popolazione è inasprita al massimo grado specie contro Cavour al quale attribuisce tutti i mali che hanno colpito il paese.
Sembra che nel comune di Omegna si sia fatta una seria dimostrazione contro agenti privati di Cavour, perchè questi volevano concludere colà contratti per l'acquisto del grano non ancor mietuto. La paura dello scoppio d'una rivoluzione in questo senso è cosi grande che molte famiglie si tengono pronte a partire, per rifugiarsi in caso di bisogno su territorio austriaco.
Straub.
XXVI.
(Tedesco nell'originale).
Corrispondenza segreta di contenuto politico-poliziesco.
Milano, 23 luglio 1857. Torino, 21 luglio 1857.
Secondo notizie sicure, Maurizio Quadrio si trovava alcuni giorni fa a Viganello presso Lugano, donde ha scritto ai suoi amici di qui numerose lettere piene ancora di speranza. I seguaci di qui del partito mazziniano fauno preparativi per una seria manifestazione a favore di Miss "White, di Savi e Pareto. A questo scopo si influisce specialmente sull'Associazione dei lavoratori di Torino e di Genova.
Tra pochi giorni deve uscire un Proclama di Mazzini, col quale egli vuol ter­gere sé e i suoi dall'accusa d'aver avuto l'intenzione di portar Genova alla rovina e al saccheggio, e di far saltar in aria una parte della guarnigione con mine. Allo stesso tempo Mazzini vuol far sapere al suo partito che l'insuccesso degli ultimi eventi non ha intaccato minimamente i suoi mezzi materiali, i quali gli stanno ancora a disposizione nella loro totalità. In tal modo Mazzini vuol smentire l'asser­zione del partito costituzionale, il quale sparse la voce ch'egli si ritiri dalla scena politica.
Da parte sua il partito piemontese non è stato mai così attivo come ora: tiene emissarii dappertutto. Molti degli emigrati rimpatriati nel Lombardo Veneto sembra che servano ai suoi scopi. Esso stima però troppo poco i mezzi del partito maz­ziniano, il quale, malgrado i tentativi non riusciti, è ancora organizzato e non ha perduto nemmeno un capo.
Anche una grande scorta di armi e munizioni deve trovarsi ancora nelle loro mani, poiché i nascondigli di esso a Chiavari, Porto Venere e S. Terenzio non sono stati ancora scoperti. SÌ parla perfino di nuovi tentativi per la metà di agosto.
I maggiori capi, in caso di riuscita degli ultimi movimenti, vengono così enu­merati dagli iniziati: i Piemontesi Tito Villa, Vincenzo Serra, Maurizio Reidini, Valdora Federico, Vincenzo Riccardi; inoltre: Numaj di Forlì, Buda di Cesena, l'unico che fu arrestato, Assi e conte Corcano di Milano, e l'avvocato PisaneHi di Napoli. Stasera ha luogo una riunione dei muratisti di qui. L'avviso-invito è firmato
dall'avvocato Mocci di Napoli.
Martinez.