Rassegna storica del Risorgimento
NUMISMATICA ; MUSEI
anno
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1938
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pagina
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1722
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1722 Leopoldo Marchetti
Ho potuto studiare in modo attento e particolareggiato, anche per esigenze del mio ufficio, il problema relativo alla conservazione dcDc medaglie e delle monete. Problema piuttosto complesso, in considerazione del fatto che le collezioni medaglistiche del Risorgimento risultano costituite, in gran parte, di esemplari in metallo vile (ottone, stagno, piombo, rame e bronzo [bronzo nella lega rame-zinco all'85 e
SK permetto esporre qui, in questa solenne adunata di competenti e di illustri studiosi, alcuni risultati del mio studio.
Ai fini della conservazione,, le medaglie d'oro e d'argento non richiedono alcuna precauzione, in quanto si conservano bene da sé. I leggeri strati di sulfurazionc, che, talvolta, si formano sulle medaglie d'argento sono facilmente eliminabili col bicarbonato di soda, adoperato asciutto. Esigono, invece, una cura non indifferente quelle di piombo in lega con l'antimonio e il bismuto. Esse, infatti, dopo cinque o sei anni, sia per il contatto degli agenti atmosferici, sia per la bassa lega di cui risultano composte qualche volta lentamente si trasformano in una polvere grigia e friabile fino alla completa distruzione. L'azione disgregatrice può essere ritardata, non mai eliminata, spruzzando la medaglia offesa, dopo preventiva pulitura con acqua e sapone, con nna soluzione di celluloide sciolta nell'acetone, in modo che essa rimanga ricoperta di un sottilissimo velo di protezione. Gli esemplari di piombo puro non subiscono alterazioni di nessun genere.
Non destano preoccupazioni, al contrario, le medaglie di stagno puro, le quali sono inalterabili di fronte agli agenti atmosferici, sempre che siano conservate in luoghi non umidi ed a temperatura ordinaria. Finora fra le molte medaglie di stagno conservate nel Museo del Risorgimento di Milano non si è verificato neppure un caso del fenomeno descritto dal Babelon nel Traile des monnaies grecques et romaines e studiato, poi, dal Cohen circa la decomposizione delle monete di stagno (peste dello stagno).
Per maggiore tranquillità su tale pericolo, ho potuto, col gentile consenso del cornili, Stefano Johnson, esaminare il suo ricchissimo medagliere privato, ove figurano esposti centinaia di esemplari in istagno relativi al Risorgimento, e constatare che neppure uno di essi presenta tracce di alterazione.
Le medaglie di bronzo non danno luogo ad inconvenienti di ossidazione in quanto la loro patina le protegge dagli agenti atmosferici, sempre che non siano collocate in luoghi umidi o non arcati. Al proposito faccio presente che nel secolo scorso la patina alle medaglie di bronzo veniva applicata con proccdimentali forse più rudimentali, ma sicuramente più efficaci degli odierni sfregando l'impronta della medaglia con polvere a base di ossido di piombo. Tale sfregamento rendeva la patina aderente alla medaglia più di quanto non avvenga oggi in cui essa viene applicata mediante un bagno
Le leggere ossidazioni che esse possono talora soffrire, al pari delle medaglie di rame, sono facilmente eliminabili con bicarbonato di soda. Certe volte poi si presenta il caso che, essendo le medaglie collocata in luoghi umidi, esse si ricoprano di muffa e di verderame. Si ha il primo caso nelle medaglie coniate: e ciò per il fatto ohe essendo in queste le molecole del metallo assai pressate, l'umidite rimane soltanto alla superficie.
Nelle medaglie fuse, invece, ove il metallo poroso permetto l'accesso agli agenti atmosferici, la formazione del verderame è molto più facile, polche il metallo viene intaccato profondamente e consumato in breve tempo.