Rassegna storica del Risorgimento
LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno
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1938
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pagina
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1730
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1730
Emilia Morelli
Brusco Onnis, di Giovati Battista Cuneo, ecc. E questi rapporti di amicizia il Lciumi mantenne sempre, anche quando le circostanze Io portarono nell'ambiente garibaldino. Prova ne siano le trentatre lettere di Filippo De Boni (1858-1869), ebe fa da lui aiutato nella sua povera vecchiezza; le sedici dì Pietro Giannone (1856-1872), le cento otto di Aurelio Saffi (1863-1890), le dodici di Maurizio Quadrio (1860-1875).
Per lumeggiare completamente questo primo periodo dalla vita del Lemmi, dobbiamo anche ricordare sei lettere di Niccolò Tommaseo (1848-1851), bella specialmente la prima nella quale il dalmata ringrazia di una offerta per Venezia.
Arriviamo cosi al 1860, data d'inizio della sua corrispondenza con Garibaldi del quale abbiamo dieci lettere (1860-1871). Non vi sono documenti che provino aiuti finanziari alla spedizione dei Mille; restano invece cinquantadue lettere di Carlo Cattaneo e tre di Giuseppe Avezzana che trattano quasi esclusivamente dell'impresa delle Ferrovie Meridionali, assunta dal Lemmi. Poi una ricevuta di L. 28.275 rilasciata da Garibaldi l'8 luglio J862 a Palermo. Il Lemmi fu anche firmatario dell'atto costitutivo del Comitato Centrale Unitario nel 1863 e membro di quello segreto in favore dell'insurrezione veneta. Ma l'appoggio più grande egli lo diede alla spedizione del 1867. Sono già pubblicate le lettere diario di Stefano Canzio; *) restano quelle di Francesco Cucchi, di Giovanni e Benedetto Cairoli e del Nicotera, più autografi di proclami garibaldini e cartelle del Prestito emesso in quella occasione. Il Lemmi ottenne anche il permesso di visitare il Generale in Alessandria.
Tredici sono le lettere che il GuerzOni inviava al Lemmi nel 1864-1871, ventiquattro il Guerrazzi (1863-1869), due il Bertoni (1886-1887), cinque Giorgio Asproni (1867-1868), sedici Giacinto Bruzzesi (1860-1874), sette Giuseppe Dolfi (1864-1868). Vi è poi l'autografo dell'indirizzo delle Signore Olandesi a Garibaldi del 1864 e la risposta del Generale.
Le undici lettere di Jessie e le ventotto di Alberto Mario del 1880 si riferiscono alla fondazione e alla gestione del giornale La lega della Democrazia, mentre Francesco Crispi firma una ricevuta di L. 10.000 per La riforma e nella ricca corrispondenza (18721894) dimostra di aver molte volte bussato alla generosità del Lemmi per prestiti, trovando sempre pronto aiuto e- così Pietro Maestri (1865-1866), ed un po' tutta* perchè molto spesso si trovano annotazioni che indicano le somme spedite; tuta volta sola, seguita da due punti esclamativi, questa: Ha restituito puntualmente ! !
H Lemmi aiutò anche Felice Cavallotti, del quale abbiamo nove lettere (1890-1892) e documenti riguardanti un processo del 1892.
Del periodo massonico rimangono due carteggi: quello con Giosuè Carducci,2) e :le. -cento nove lettere di Giovanni Bovio (1887-1895), cui vanno unite diciotto minato di risposta.
Dobbiamo infine citare altri corrispondenti, come Celestino Bianchi, Pietro
Ripari, Giuseppe Rcgaldi, Giuseppe Profumo, Antonio Mordini, Laura Solerà Man-
tegazza, Giuseppe HiM<m* Giorgio Tomajo, Guatavo Modena* Giuseppe Mazzoni,
Giuseppe Martora, Oreste Baratieri
EMILIA MG REM*
i) Vedi M. MÉNCmm, / due diàri di Stefano Canzio su Mentana, in Annuario cit4, pp. 166-187.
?) Vadi Rassegna storica del Risorgimento, 1938, pp. 1023-1048.