Rassegna storica del Risorgimento
LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno
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1938
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pagina
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1736
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1736 Libri e periodici
faticose trattative, fu sostituita da una soluzione di compromesso caldeggiata dal Mettermeli e dal Talleyrand, consistente nella creazione di una Sassonia indipendente e di una Sassonia annessa alla Prussia. L'accordo, accettato a malincuore dai Prussiani, rispondeva alle direttive della Restaurazione, per le quali l'ideale di un grande stato era quello di non averne un altro ai propri confini, mentre gli stati cuscinetti eliminavano o, almeno, riducevano al minimo le superfici di attrito tra gli stati maggiori. Le mire espansionistiche della Prussia avevan messo in allarme soprattutto la Francia e l'Austria, che volevano conservarsi ai confinile legittime statante pulviscolari.
La questione polacca costituì il secondo grande argomento all'ordine del giorno. Lo Zar, che sosteneva i propri interessi identificandoli con i vantaggi dell'Europa e con il diritto delle Nazioni, voleva riunire il Ducato di Varsavia alle province russe e unire integralmente tutta la Polonia. Ma un possesso russo di tutte le fortezze del Granducato esponeva interamente ai suoi attacchi le capitali d'Austria e di Prussia senza alcuna linea di difesa alle frontiere e un regno polacco, o autonomo o annesso a Pietroburgo, rappresentava una minaccia per tutte le potenze alleate.; perchè avrebbe fatto sentire la sua pressione sull'Austria, oltre i Carpazi sino a Vienna, sulla Prussia attraverso le piazzaforti di Thorn e di Posen fino a Berlino, sulla Francia e sull'Inghilterra del nord attraverso la Danimarca, la Svezia e la Norvegia, legate ai Moscoviti. Inoltre l'accrescimento polacco avrebbe resa la Russia più terribile nella Balcania, dove, con l'acquisto della Bessarabia, si era allogata davanti alle porte della tormentata Penisola, e avrebbe infine incoraggiato il suo inorientamento verso il Turchestan e l'antica meta terminale delle Indie.
Le trattative particolari e discrete svoltesi dapprima tra l'Austria e la Prussia fallirono completamente e si conclusero infine con la tempestosa conferenza del 24 ottobre, dopo la quale il principe di Mettermeli e l'Imperatore non si videro più privatamente.
I rapporti già tesi tra lo Zar e il Metternich per aver questi a suo tempo fatto opposizione al progetto dell'Imperatore di impadronirsi del comando in capo delle armate alleate, d'allora in poi si fecero sempre più odiosi, rendendo l'ultima parte della campagna del 1814 contro Napoleone insopportabile a ciascuno. L'Imperatore si venne abituando a riguardare il Principe come un ostacolo permanente alle sue vedute.
Non volendo più l'Imperatore trattare a due con il Cancelliere austriaco, la parte del Metternich fu assunta da lord Castlereagh. Ma anche con il ministro inglese non fu possibile un accordo completo, perchè Alessandro mantenne costantemente saldo il nucleo delle sue aspirazioni. D'altra parte sulla questione non vi fu una decisa linea di condotta delle potenze. La Prussia, che sperava l'aiuto della Russia in altre questioni per lei molto più. importanti, decise a un certo punto di far propria la causa del Roma-nofl": l'Inghilterra discuteva e polemizzava molto, ma era poco disposta ad agire energicamente; la Franchi, temendo di essere in questo intervallo penoso lasciata sola di fianco all'Austria, cioè al suo peggior nemico, finì por desistere dalla sua opposizione iniziale. Così la Russia ebbe il Granducato di Varsavia a cui teneva sommamente, dalla quale però furono staccati i distretti della Galizia orientale per cederli all'Austria e il Granducato di Posen e la citta di Thorn dati alla Prussia per compensarla della mancata annessione di Lipsia,
La città di Cracovia fu costituita a repubblica indipendente per concederò una soddisfazione al sentimento nazionale dei Polacchi, per il rispetto alla loro antica capitale e, nel contempo, per assienraro sé stessi contro l'Austria interponendo tra i due Imperi il corso della Vistola.
Fu stabilito infine ohe i Polacchi sudditi rispettivi della Russia dell'Austria e della Prussia (codesta in ternazionalizzazionc della causa di indipendenza non fu certo loro gradita) avrebbero ottonato un rappresentante e delle istituzioni nazionali, regolate secondo i modi che ciascuno dei governi ai quali appartenevano avrebbero creduto utile accordare