Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno <1938>   pagina <1737>
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Libri e periodici 1737
La questione federale germanica fu un altro grande argomento assai dibattuto. Quasi tutti gli stati germanici erano d'accordo noll'affermare il principio d'associazione politica delle genti tedesche e ncll'escogitare di conseguenza un sistema federale che, liberando da ogni responsabilità l'Imperatore d'Austria, favorisse il più possibile l'au­tonomia dei singoli membri confederati. Ma dapprima a Vienna essi dovettero affron­tare i loro problemi politici in condizioni poco favorevoli al particolarismo. Non già che fosse possibile la formazione di un vero stato federale; ma gli stati germanici ven­nero sollecitati a darsi un potere centrale che presentasse un qualche rilievo e un certo contorno. Il progetto comunicato da Hardenberg a Mettermeli il 3 settembre 1814, progetto che racchiudeva le basi di una costituzione federale con un codice uniforme, con un sistema universale di moneta e un regolamento di dogana e di poste con un potere centrale costituito da un Direttorio, formato dall'Austria e dalla Prussia, e da un consiglio dei capi dei circoli, intaccava il geloso particolarismo dei principi, i quali decisero l'opposizione in una forma però obliqua ed occulta perchè temevano la pubblica opinione liberale della borghesia tedesca.
Le cose vennero portate cosi per le lunghe: si cominciarono ad avanzare riserve, a porre eccezioni, a richiedere delucidazioni, a proporre modificazioni. Infine, poiché si profilava ba possibilità che con l'ostruzionismo non si riuscisse a impedire la minacciata centralizzazione, gli Stati della Germania si accordarono di ristabilire la Corona impe­riale a favore degli Asburgo, Ma il Metternich amava molto la Confederazione e per nulla il Sacro Romano Impero, che era stato causa di tante guerre sanguinose per gli Asburgo durante cinque secoli. Interpretando le segrete ragioni di opposizione degli Stati germanici egli presentò nel dicembre del 1814 un progetto che, come era inevita­bile, deludeva i popoli ma accontentava le Corone; ma poiché queste avevano allora maggior peso di quelli, il progetto dopo discussioni, ritocchi, rinvìi che si trascinarono per ben cinque mesi, ebbe infine la sua realizzazione. Si ebbe cosi il riconoscimento del principio della sovranità elevato a formula del diritto di Stato germanico che, nel campo dell'esperienza politica, rispecchiava il particolarismo delio spirito e del costume pro­prio della moltitudine dei tedeschi di quel tempo. La nuova Confederazione di stati indipendenti sotto la presidenza austriaca soddisfaceva pienamente l'Austria e la Erancia: la prima aveva ancora tutta per sé la nuova associazione, di cui poteva ser­virsi per la difesa della egemonia europea, ma con forme e mezzi più economici di quelli del vecchio Impero; la seconda aveva ottenuto ciò che maggiormente le premeva, (noè che fosse impedita in ogni modo una possibile formazione confederale del nord e che fossero contenuti la forza e il prestigio della Prussia.
Lunghe e tntt'altro che serene furono anche le sedute per il riordinamento della nostra penisola. La Francia aveva interesse naturale a riprendere la sua influenza in Italia attraverso i due rami borbonici di Napoli e di Parma e attraverso il Piemonte, Le istruzioni date ufficialmente a Tallcyrand il 10 settembre 1814 e preparate da lui stésso in collaborazione con Luigi XVIII, ponevano la questione italiana, assieme con la sassone e la polacca, tra le tre di massima importanza per la nazione latina. Là que­stione italiana era bipartita più precisamente in due punti capitali: primo, evitare che l'Austria potesse acquistare stati dal re di' Sardegna; secondo, eliminare il Murai e restituire Napoli a Ferdinando IV. Ma l'Austria voleva tutta l'Italia perse e non esitò il Metternich a mettersi apertamente contro il Principe di Benevento che fu in parecchie discussioni apertamente sostenuto dalla Russia e dalla Francia.'L'Austria ebbe l'appog­gio dell'Inghilterra, che non poteva tollerare una longa manus francese nel mezzogiorno d'I tal ia, e vinse la sua battaglia ottenendo di dominare, sia pure indirettamente, tutto il territorio a sud del Po e di avere sotto il suo controllo completo l'intera pianura padana* Il centro della civiltà era allora, com'è oggi ancora, l'occidente., con il quale gli Asburgo dovevano conservare il più largo diretto contatto, pena la loro irreparabile decadenza.
L'Italia come fu divisa nell'opinione del Metternich doveva formare un solo orga­niamo federale che corrispondesse A 8 modo alla Confederazione germanica. Tale