Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno <1938>   pagina <1741>
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Libri e periodici 1741
Se queste idee religiose del Bonghi, e specialmente quelle che riguardano i rapporti tra la Chiesa e lo Stato, appaiono chiare anche da qualche scritto e discorso pubblicato dal Candeloro! diversissimi invece da quelli del Torraca si manifestano gì* intendimenti che hanno guidato l'editore dell'altro volume. Esso contiene infatti una sedia di scritti bonghiani: scelta fatta con accuratezza e discernimento, ma che riproduce, insieme con articoli apparsi in riviste, anche discorsi parlamentari e altri scritti, taluni già pubblicati dal Bonghi stesso nei volumi di Discorsi e saggi sulla pubblica istruzione (Firenze 1876), che il presente volume non riproduce del tutto, e solo in parte completa, senza dunque renderne inutile la consultazione.
Non è possibile entrare qui in una discussione sulla materia. Certo, a tutti coloro cui sta a cuore la scuola, il leggere, o rileggere, quanto il Bonghi andava scrivendo o dicendo in anni ormai lontani fornirà argomento di meditazioni forse non senza frutto: tanto* insomma, i problemi della scuola e dell'educazione in genere sono i problemi dello spirito, e si ripresentano come nella loro sostanza identici, pure in tanto mutate circo­stanze. E spunti interessanti fornirà anche l'acuta forse talvolta anche troppo prefazione del Candeloro, con il raffronto da lui istituito tra il Bonghi e il Baccelli, e i principi che animavano questi due uomini e la fortuna di essi nella legislazione successiva e, come dice il Candeloro, in tempi più vicini a noi .
L'editore, che si dimostra cosi oculato nella scelta e acuto nella prefazione, avrebbe però mi permetta di dirglielo francamente potuto essere più accurato nella revi­sione delle bozze, e del testo. Egli, che ha pur corretto (cfr. p. 173, nota) un errore di stampa degli Atti parlamentari, non avrebbe dovuto, mi sembra, lasciare a p. 169, se pure era così negli Atti, l'Ovidio per il D'Ovidio; e sempre trascurando errori di stampa più banali (ma anche bella per beffa a p. 53 lascia per un momento attoniti) correggere, a p. 31 Dissolvere un insegnante (insegnamento), a p. 240 se egli sa parlare (se egli non), a p. 320 della quinta/orm (quarta)', mettere a pa­gina 379 una nota che spiegasse, oltre ciò che il Bonghi stesso aveva fatto per la cat­tedra di storia del Cristianesimo (o Storia della Chiesa) a Napoli, anche la posizione del Labanca che, professore, se non m'inganna la memoria, di filosofia morale a Pisa, era stato, non so più bene se autorizzato o comandato, a tenere a Roma un corso di storia delle religioni, che ben presto divenne cattedra ordinaria, ma di storia del cristianesimo (e da un professore ordinario fu coperta sino a pochi anni or sono, quindi da incaricati). Avrebbe potuto, negli scrii ti intorno all'istruzione media in Inghilterra, non permettere che si stampasse (pp. 349 e 351)Lire st. 7.45 cL. st. 10.105 eLirc st. 8.85, per L. st. 7,4 f. . !.. st. J 0, 10 s. e 8,8 s. e verificare le equivalenze in lire italiane; L. st. 14,4 = lire il. 336 invece di lire it. 355; soprattutto, non lasciar maltrattare tanto le parole inglesi (basti la nota a p. 367 con l'impagabile Mouth Form, per Fourth) e che ai stampasse, come varie volte a pp. 364-365, ST. LUKE, Old Testamenti Life of Moses, a St. MAHCK, Old Testament, 2 Samuel, ST. MATTHEW, Old Testamenti Israel in the Wildorness allo stesso modo che OVID, Fasti.
Errori di stampa non mancano neppure nel volume precedente, p> es. a p. 320 nota, SCBIVEK per Serivener, a p. 329 nel 430 Teodorico giuniore per Teodosio, a p, 463, nella nota del Bonghi che cerca di spiegare il termine (In parola tedesca è molto bella ed avrei caro chi me ne desse la propria equivalente italiana) WerkeUig ìceit, per VefìAniligkmi; e così via.
Appunti, questi, da pedanti, quali oppiamo, ahimè, di essere inguaribilmente. Ma anche queste mende minime, guastano un poco il pregio di questa pur così bella e prege­vole edizione, nella quale e i pochi cultori di storia religiosa e la ben più numerosa e balda schiera dei risorgimentisti italiani si augurano di poter avere, tra non molto, completa l'opera di uno spirito cosi interessante e significativo come fu il Bonghi; e con ansia anche maggiore attendono la pubblicazione completa dei carteggi.
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