Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno <1938>   pagina <1742>
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1742
Libri e periodici
Gen. ALBO CABLATI, La conquista del Passo detta Sentinella. Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico; Roma, 1937-XV.
La guerra combattuta in alta montagna è ricca di singolari episodi i quali, nulla perdendo nell eroismo e nel sacrificio al confronto con quelli che abbondano sui fronti più disperati dell'Isonzo, del Carso e del Piave, si vestono tuttavia di particolare emo­tività, ed hanno un'espressione loro propria che si direbbe intonata alla grandiosità del panorama, e all'aspro e tagliente profilo delle giogaie dolomitiche.
Fra questi fatti d'arme, che hanno quasi sempre coinè protagonisti gli ardimentosi alpini, va annoverato quello che si concluse con la conquista del Passo della Sentinella.
Codesta azione ha avuto anzi ottime pagine narrative anche per opera di un valo­roso ex combattente austriaco, e cioè da parte di Oswald Ebner, già tenente dei Tiro-ler ELaiserjager, e comandante della Hochgebirgskompagnie 19.
L'Ebner narra della conquista del Passo della Sentinella nel suo volume Kampf um die Sextner Rotwand (Bregenz, J. N. Teutsch, editore), e noi dobbiamo riconoscere alTA. del volume l'obbiettività con la quale egli, già comandante della posizione au­striaca di Croda Rossa, racconta gli avvenimenti, e l'onestà con la quale rende omaggio al valore italiano.
Se quelle parti della narrazione che, a proposito della conquista del Passo della Sentinella, possono essere specialmente dolorose per un'ufficiale dell'esercito austriaco sono condotte innanzi con quella rapidità che non consente precisazioni soverchie, tuttavia la verità anche scottante non viene nascosta, e si giunge ad ammettere da parte del narratore che fra gli austriaci nessuno aveva mai pensato che si potesse intra­prendere un'impresa così audace e di così vasta proporzione, né i Comandi, né i Combat­tenti alla fronte. Prima dell'azione compiuta dagli italiani e da essi condotta sino alla vittoria, esperte guide alpine della zona sentenziarono che era un'impossibile pazzia scendere, durante l'inverno, per quel versante ghiacciato.
Ora di quella pazzia noi possiamo avere la più. esatta e larga narrazione nel recente volume che il generale Aldo Cabiati ha pubblicato nella nota collana mono­grafica dell'Ufficio Storico del Comando del Corpo di Stato Maggiore.
Uno dei pregi di questa monografia è l'ordine eia chiarezza con cui viene condotta la narrazione della meravigliosa vicenda, tanto nei precedenti, che nelle fasi di sviluppo, e nelle ultime conseguenze.
Se nella narrazione austriaca abbiamo dato atto dell'obbiettività a cui ha ubbi­dito il narratore che pur era costretto a confessare cose dolorose, qui, davanti alla narrazione di una gesta vittoriosa si è costretti a dar atto della grande serenità e sobrietà stilistica a cui ubbidisce lo scrittore, anche quando abbonderebbero motivi per dar luogo ad espressioni di orgoglio. Il narratore sfugge anzi ad ogni tentazione che lo indurrebbe ad indugiare su eerti particolari d'effetto, e piuttosto sembra preoccupato, e ciò gli fa onore, di trarre da questa singolare guerra insegnamenti utili a chiunque abbia la coscienza di dover in ogni istante servire e difendere la patria: insegnamenti tecnici, e insegnamenti morali, e primo fra essi quello di non disperare mai.
L'azione vittoriosa del Passo della Sentinella è la rivelazione della possibilità di compiere ciò che viene ragionevolmente ritenuto impossibile. Il miracolo fu allora un frutto della fede che crea tutti gli ardimenti e che vince tutte lo difficoltà. Ed è bello giungere proprio a questa conclusione, leggendo questo volume del generale Cabiati, perchè a tale conclusione si arriva non col mezzo di robonnti incitamenti, ma conia pacata e immediata eloquenza dei fatti, a cui il Cablati guarda con acutezza di tec­nico, con scrupolosa esattezza ed obbiettività di storico, e col gusto di scrittore tanto più efficace quanto più lontano da qualsiasi artificio.
PIERO '/AMA