Rassegna storica del Risorgimento

LEMMI ADRIANO ; ROMA ; MUSEI
anno <1938>   pagina <1754>
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Vita dell'Istituto
in Campidoglio, è intervenuto provvidamente a impedire la demolizione della casa Giacometti sul Gianicolo, ha disposto l'inventario dei documenti politici conservati presso l'Archivio storico capitolino. Il Comitato romano dell'Istituto è stato, inoltre, tra i primissimi iniziatori dell'azione intesa alla costruzione di un monumento ossario al Gianicolo dei Caduti per Roma. Per il 1938-39 il Comitato ha preso accordi con Fon. Biggini per una conferenza su Pellegrino Rossi, con il dott. Chianea per una illustrazione della campagna del 1867, con il dott. Trasselli, del R. Archivio di Stato, per due conferenze sulla Repubblica Romana del 1798. Tra le altre iniziative del Comitato è quella di commemorare solennemente al Liceo Visconti Michele Rosi, storico e maestro.
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TREVISO. Il Comitato, che conta 39 soci, ha dato il suo contributo di atti­vità per l'inaugurazione del Museo vittoriese della Vittoria.
Tra le attività che il Comitato si propone di svolgere vi è quella intesa alla istituzione di un Museo del Risorgimento in Treviso. in corso la compilazione di una bibliografia del Risorgimento per la provincia di Treviso.
Nella solenne ricorrenza del Ventennale della Vittoria, tra le cerimonie celebra­tive svoltesi in Vittorio Veneto ci fu l'inaugurazione del Museo della Battaglia e del Museo del Cenedese, dovuti all'illuminata e instancabile opera d'un Comitato citta­dino Vittoriese, che contava anche soci del R. Istituto per la Storia del Risorgimento.
Togliamo dal settimanale della Federazione trevigiana dei Fasci di Combatti­mento, H Piave, 4 novembre 1938, la relazione seguente:
Il Museo della Battaglia è stato sistemato nell'antico palazzo cinquecentesco della Comunità di Ceneda, o Loggia Cenedese, nella vasta piazza della Cattedrale. È il più. artistico palazzo di Ceneda, uno dei due centri che formano la città di Vittorio Veneto. Un tempo vi aveva sede e si radunava il Maggior Consiglio composto dapprima di 45 notabili cittadini; vi teneva adunanze anche il Collegio nei Notabili della città di Ceneda. L'edificio ha le classiche linee di perfetto Rinascimento, con sette arcate e tre bifore, proporzionate in maniera inimitabile. Le pareti hanno mirabili affreschi di Pomponio Amalteo, il miglior allievo del Pordenone, e del bellunese De Min. La rge-*-eoUa di guerra è dovuta in gran parte all'ex combattente e decorato vittoriese dottore cav. Luigi Marson, che con grande pazienza e amore aveva messo insieme nella pro­pria casa e poi donata al Municipio. Vi sono cimeli di guerra, armi e munizioni, auto­grafi, e documenti di grande valore storico, preziosi specialmente per lo studio del periodo dell'invasione nemica e della grande battaglia finale. L'interessamento di S. E. il generale d'armata F. S. Grazioli, cittadino onorario di Vittorio Veneto, che per pruno entrò con le truppe d'assalto nella città il 30 ottobre 1918, fece aggiungere alla raccolta Marson nuovo materiale, e particolarmente quello inviato dal Ministero della Guerra, ed altro donato da cittadini, personalità e condottieri, principi di Casa Savoia. Il Re Imperatore e il Duce hanno inviato preziosi autografi e fotografie. Nelle varia sale sono state sistemate le raccolte di Incili e pistole, proiettili e armi dei vari eserciti; maschere antigas, lampade da ricoveri e granate, bombarde, cimnli di appa­recchi nemici abbattuti, come quello A viatik, che il vittoriese capitano Meo Costan­tini, della gloriosa Squadriglia Baracca, abbatteva a Coni tuia il 23 novembre 1917. Nelle sale a pianterreno sono sistemato le armi più varie usate dagli Alleati e dagli eserciti degli Imperi Centrali. Nelle stile superióri s'ammirano raccolte di documenti di guerra, fotografie, giornali e riviste pubblicato dal nemico durante il periodo del­l'invasione; ordini di servizio, lasciapassare, avvisi di requisizione viveri e bestiame; manifesti gettati da velivoli nemici a scopo di propaganda; carte geografiche e pla­stici, infine tutta la vasta bibliografia sulla battaglia di Vittorio Veneto. Nel Salone detto dei Vescovi è raccolto il materiale riferentesi esclusivamente alla battaglia mentre nel Salone dei Podestà è raccolto il documentario dell'invasione. Nella Sala