Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <154>
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Luigi Dal Pane
a quanto potè; tuttavia ebbe piena coscienza dell'impossibilità di difendere la provincia nel caso di un'invasione francese. Di questa sua convinzione egli afferma di aver fatto parte al Segretario di Stato nella speranza che a Roma si fosse capita la necessità di trattare coi Francesi prima che le cose volges­sero al peggio. Il fatto d'arme del 2 febbraio 1797 presso il fiume Senio confermò le previsioni del Fantuzzi; ne dimostrò fondati i timori e saggi i consigli. Ora non rimaneva che prov­vedere al ritiro delle truppe, a salvar la cassa militare e i docu­menti dell'amministrazione tenuta; d'altra parte il Fantuzzi doveva anche pensare a mettere al sicuro la propria persona. Le stesse guardie civiche da lui comandate, all'annunzio della rotta di Faenza, si erano dichiarate francesi e già alcuni ave­vano proposto di arrestarlo. Partito di sera sopra una piccola imbarcazione prese terra ad Ancona già piena di voci e timori e fuggiaschi; di qui, mosse alla volta di Roma, dove giunse dopo un lungo viaggio non privo di traversie e moettidini. A Roma il Fantuzzi non ebbe quell'accoglienza che, dopo tanti servigi, aveva tutto il diritto di aspettarsi. Andato con il precipuo scopo di rendere conto della propria amministra­zione, fu ricevuto dal Papa e dai cardinali con dimostrazioni di apparente benevolenza, ma col segreto timore ,di chi cono­scendo di avere non piccola parte di responsabilità nel disor­dine dello Stato non ama sentirsi dir francamente il vero. Aveva il conte Fantuzzi l'opinione d'onest'uomo, ma altresì di risentito contro i pubblici ladri. Era dunque stimato, ma temuto in un paese in cui quasi tutti li primi personaggi della Corte o erano divenuti interessati coi pubblici espilatori o, per un certo sistema di protezione unito a molta incapacità e debolezza, li favorivano .:)
(cfr. Memorie per formare un piano di truppe regolate nella provincia di Romagna* in Memorie di vario argomentai MDCCCIV, pp. cxxn-cxxxni). L'esperienza poste­riore lo confermo nel suo pensiero. È del 1794 ima memoria in cui si afferma la neces­sita di un qualche sistema, e disciplina (in Memorie cit., pp. 95-98). 3) Archivio Fantuzzi, Memorie del conte Fantuzzi, voi. X, c; 99 v.