Rassegna storica del Risorgimento
FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1938
>
pagina
<
162
>
162
Luigi Dal- Pane
delle esenzioni tributarie di cui beneficavano gli ecclesiastici. Sembra di veder già spuntare fra le righe della memoria del Fantuzzi questo ragionamento: non c'è, per il risanamento della Comunità, la solita via di uscita: economia sui capitoli del bilancio relativi alle spese commutative e nuove imposizioni. Una restrizione di spese non consentono i bisogni che permangono, anzi si accrescono; un inasprimento tributario non è attuabile date le condizioni economiche dei contribuenti, la cui capacità non può essere ulteriormente provata. Il problema rimane insoluto con tutta l'urgenza di una soluzione improrogabile, e allora si pone la questione dei privilegi e delle esenzioni tributarie e, nello stesso tempo, della riforma neU'ammini-strazione delle tasse e delle imposte indirette. Comincia dunque a far capolino praticamente l'affermazione del principio della generalità in materia tributaria e bisogna credere che le necessità fossero davvero impellenti se si riuscì, anche in un centro relativamente piccolo, ad avanzar censure contro i privilegi degli ecclesiastici in uno stato da loro governato.
Ma un'altra considerazione di carattere generale emerge da questa memoria, ed è la constatazione del grave disordine della legislazione e delle norme riflettenti la materia delle acque, onde, anche qui, si preparano nell'animo del Fantuzzi progetti di sistemazione e di buon governo amministrativo.
Nell'esame accurato cui il Fantuzzi andava sottoponendo la situazione finanziaria della Comunità di Ravenna il fatto delle esenzioni in materia tributaria doveva ben presto venire in primo piano. Non era in realtà tanto il fatto in se stesso che s'imponeva alla considerazione, quanto le conseguenze che da esso derivavano, poiché, nella immensa confusione delle disposizioni legislative numerosissime, frammentarie, spesso contrastanti, nella difficoltà della loro interpretazione, nel disordine degli organi pubblici in genere e di quelli destinati a regolare questa materia in particolare, i privilegiati avevano buon gioco per sottrarsi anche a quei pochi pesi da cui non