Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <164>
immagine non disponibile

164 Luigi Dal Pane
Su questa era passato quel 1764, memorabile per la carestia, le epidemie, le calamità di cui soffrirono le popolazioni di buona parte d'Italia. In Romagna le dirotte piogge avevano gonfiato a dismisura i fiumi e rotto gli argini o comunque allagate le cam­pagne; si contarono sedici rotte soltanto nel territorio ravennate. Ivi ancora un'epidemia di tre anni procurò la morte a circa 6000 persone; dal 1765 al 1768 i raccolti furono scarsi. La Comunità si trovò così impegnata in nuovi lavori per cniudere le rotte, riparare gli argini, rifare i ponti e gli scoli. I debiti si aggiungevano ai debiti, e, per pagare i frutti, occorreva crearne di muovi. D'altra parte la cresciuta miseria di quegli anni imponeva riguardi verso il popolo minuto;X) si dovettero così levare le imposizioni sopra il pane ed il pesce. Molti coloni erano nell'impossibilità di vivere senza ricorrere a prestiti di denaro e di derrate, mentre i proprietari se dobbiamo cre­dere alle testimonianze addotte dal Nostro non riuscivano spesso a sostenerli dacché non arrivavano nemmeno a pagare i tributi. Al proposito la situazione descritta dal Fantuzzi era questa: il tesoriere della provincia spedì più volte commissari alle Comunità. I depositari dovevano fare esecuzione sopra i possidenti; questi furono esposti a tutti i danni del crear debiti ad alti interessi, vender le cose loro, gravarsi delle spese delle esecuzioni.2)
1) Cfr* FANTUZZI, Memorie di vario argomento, pp. x-xrv. Il Fiandrini nei suoi Annali (e. 125) riferisce che nel 1766 il pubblico di Ravenna per sostenere i Coloni di questo territorio, che da proprij Padroni non potevano essere sostentati perchè privi anch'essi del proprio sostentamento, è entrato in tanti luoghi di Monti per 10 mila scodi da impiegare in provviste di grani, e marza tei li da somministrare a credenza alli detti Coloni per vivere* eolla sicurtà però de loro stessi Padroni .
Parte dei fondi del territorio di Ravenna si lavorava da coloni parziali che erano tonati a fornire al fondo i bovini e gli strumenti di lavoro. Quando ossi non erano in grado di comprare i detti bovini li prendevano ad nso, corrispondendo ai proprie­tari dei medesimi una quantità di grano, chiamata giovatici. È riferito nel docu­mento 14 del Sommario eh. albi nota 2 della p. 169 che i coloni del Ravennate erano talmente decaduti da non potersi provvedere degli animali necessari alle coltivazioni.
2) Su 12.951 abitanti di Ravenna ve n'erano 5700 in istato di totale mendi­cità. Cfr. Sommario eh. alla nota 2 della p. 169, documento 38!, p. 33).