Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <174>
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174 Luigi Dal Pane
dell'editto, era di veder sollevati ed alleggeriti i sudditi da tanti mal distribuiti e situati pesi, e perciò obbligava alla denunzia dei terreni tutti i possidenti anche privilegiati e privilegiatis-simi . Critica, in secondo luogo, il metodo adottato per la for­mazione del catasto. Trascurando di sottolineare i suoi rilievi relativi a questioni particolari, che tuttavia rivelano sempre intenti di equità in materia di ripartizione del carico tributario, è d'uopo fermarsi sulla sua critica principale che senza un nuovo esatto catastro di misura, e relazione di qualità non potrà farsi, che una cosa cattiva ed ingiustissima . In fondo il catasto ordinato da Pio VI non era un nuovo catasto, ma piut­tosto una unificazione dei vecchi, ai quali espressamente ordi­nava di riferirsi. Ora l'ottima idea unificatrice era in contrad­dizione col mantenimento delle vecchie descrizioni, perchè queste, cosi imperfette, così diverse per epoche e criteri di compilazione, annullavano quel principio di generalità e di uniformità, cui sembrava si fosse inspirato il legislatore e conservavano quelle difformità, quelle ineguaglianze, quelle omissioni che il provvedimento pareva invece aver voluto colpire. Anche il criterio adottato per la stima del valore dei terreni era tutt'altro che rispondente ad un principio unifi­catore, poiché le singole comunità dovevano formare ciascuna per sé le loro tariffe, con quale disparità di criteri è facile immaginare.
Gli stessi principi di giustizia nella ripartizione del carico tributario informano i provvedimenti presi dal Fantuzzi per la riforma delle tasse e dei dazi. Vi erano in Ravenna alcune piccole tasse che aggravavano le arti. Egli le tolse. I dazi sulla carne, sul vino, sul pesce, sui commestibili, ecc., erano ancora gli stessi di due o tre secoli innanzi. Il Fantuzzi pensava che aggravassero soverchiamente il popolo, legassero il com­mercio e troppo favorissero i possidenti. Erano anche invo­luti , causavano continue liti e non trovavano concorrenti quando si dovevano appaltare. Perciò volle riformarli, ma, a