Rassegna storica del Risorgimento

FANTUZZI MARCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1938>   pagina <176>
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176 luigi Dal Pane
Questo abbandono delle faccende pubbliche da parte del Fantuzzi è in certo modo legato ad un discorso che egli tenne in occasione della aggregazione del cardinale Luigi Valenti Gonzaga, Legato di Romagna, alla nobiltà di Ravenna. Era consuetudine che ogni nuovo cardinal legato si inscrivesse con la sua famiglia al libro d'oro di quella città. In tale circo­stanza un consigliere leggeva un'orazione di fronte al Consiglio generale riunito in adunanza pubblica. Naturalmente il costume era che l'orazione si esaurisse nelle lodi del legato. Il Fantuzzi aggiunse a questa parte, trattata del resto con garbo e dignità, una dissertazione intorno alle più importanti opere e riforme da farsi nell'interesse di Ravenna.
Il discorso in parola merita di essere segnalato per due ragioni: in primo luogo perchè il fatto stesso di proporre pub­blicamente ad un legato un programma di lavoro rappresen­tava una cosa nuova ed inconsueta e dimostra quale impor­tanza avesse già assunto l'appello alla pubblica opinione, la più larga partecipazione alle decisioni dei dirigenti la pubblica cosa e la maggiore pubblicità degli atti del Governo. Seconda­riamente perchè rappresenta la sintesi delle esperienze acqui­state dal Fantuzzi durante la sua amministrazione e tocca argomenti di interesse generale per la bassa Romagna, e cioè la messa in valore del porto di Ravenna; l'unificazione e la riforma dell'amministrazione che regolava la difesa dalle acque; la bonifica delle valli della bassa Romagna; il miglioramento della condizione dei coltivatori.J)
Questo discorso, accolto da un generale consenso dell'udi­torio, dispiacque al Legatoa> il quale, in ciò sollecitato e appoggiato dalle persone che lo circondavano, vide nelle parole
i) Per Vaggregazione dell'Eminrn. Cardinale Luigi Valenti Gonzaga Legato della Romagna alla Nobiltà di Ravenna, Orazione del Conte Marco Fantuzzi nel pub~ blieo General Consiglio il di 23 dicembre 1778. In Ravenna, per Antonio Roveri; riprodotto in Memorie di vario argomento, pp. XMV-MV.
2) Espressamente notata dal Fa ntwszi l'impressione sgradita che produsse nelLcgnto e in altri dirigenti questa partecipazione del pubblico alle sue parole (eli. nota seguente).