Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <180>
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Giovanni Natali
applaudiva all'intento. L'idea di istituire un circolo politico a Bologna era sorta allora appunto, dopo l'adunanza tenuta in Roma da distinti cittadini dello Stato Pontifìcio per discutere e invocare dal governo gli ordinamenti costituzionali. A tale adunanza parteciparono per Bologna Rodolfo Audinot, Carlo Berti Pichat e Carlo Rusconi, i quali, appena ritornati, ai diedero da fare per istituire un circolo die raccogliesse i migliori cittadini e servisse a sorvegliare e sostenere l'autorità gover­nativa e a confortare il popolo nell'imminenza di gravi cimenti. In verità, prima ancora che il circolo fosse istituito, i liberali bolognesi avevano avuto il loro luogo di adunata presso la stessa redazione de TI Felsineo, diretto da Antonio Montanari e voce autorevole del gruppo minghettiano, ed anche in quella Conferenza economicomorale che nel predetto giornale aveva il suo organo di divulgazione, e che, col vagheggiare e promuovere riforme e buone leggi, precorreva i tempi e affrettava la costituzione, seguendo la linea del pensiero giobertiano. Concesso lo statuto da Pio IX, nell'imminenza delle elezioni, l'idea del circolo subì un ritardo e fu intanto concretata nelle sedute prepara­torie di un Comitato elettorale , che ebbero luogo il 14 e il 17 aprile per iniziativa di Cesare Bianchetti e di Filippo Canuti. *) I frequenta­tori di questi convegni divennero poi la parte viva e lo stato maggiore del circolo.
Costituita una commissione direttiva provvisoria, il 25 aprile fu pubblicato Io statuto del Circolo, i cui primi articoli erano di questo tenore:
1 Il Circolo Felsineo è stabilito con superiore approvazione.
2 Lo scopo della Società è di procurare ai componenti la medesima un luogo di convegno per la lettura dei giornali e per conversare insieme, giovandosi delle cognizioni delle diverse classi sociali riunite fra loro. ?)
Il nome del circolo era di pretto sapore municipale, gli scopi dichia­rati non oltrepassavano i limiti di una società di cultura, ma il momento in cui il circolo si apriva e gli uomini che vi parteciparono gli conferi­rono subito un carattere decisamente politico e lo fecero divenire ben presto una specie di parlamentino municipale., in cui si dispiegarono e si urtarono le diverse correnti politiche bolognesi, ed anche una sorta di anticamera della Legazione, donde partirono suggerimenti e mòniti a ehi rappresentava il governo nella provincia.
i) Vedi: GIOVANNI NATASI, I Deputati della Legazione di Bologna al Parla' mento romano. Estr. dalla rivista Bologna, n. 6 e 7, 1935-XIII, p. 6.
2) Statuto della Società del Circolo Felsineo, Soc. Tip. Bolognese, 1848.