Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <181>
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/ circoli politici bolognesi nel 1848-49 181
L'apertura solenne del Circolo Felsineo ebbe luogo nel palazzo Bianchetti la sera del 6 maggio con intervento di numerosi soci che sanzionarono Pelezione dell'ufficio di presidenza, il anale riuscì così composto: aw. Antonio Zanolini, presidente; Rodolfo Audinot, vicepre­sidente; Raffaele Minardi, tesoriere; Domenico Tonini, economo; Emilio Loup, Enrico Levi, aw. Lodovico Berti, Francesco Aria, prof, don Vincenzo Ferranti, prof. Filippo Martinelli, prof. Giuseppe Barilli (Quirico Filopanti), consiglieri; Giulio Cesare Lossada, segretario.
L'attività del circolo cominciava in momenti di generale pertur­bazione; la situazione politica, tanto rosea un mese innanzi, era dive­nuta incerta e incresciosa dopo l'allocuzione papale del 29 aprile e le dimissioni del ministero romano; Roma stessa era agitatissima e nei circoli si parlava di insurrezione, di comitati di guerra, di governo provvisorio. Anche al Felsineo il 6 e l'8 maggio si svolsero adunanze tempestose: il presidente Zanolini parlò con temperanza sul momento politico e, ricordate le istituzioni liberali concesse da Pio IX, racco­mandò di non fare passi avventati che avrebbero portato danno alla causa italiana, ma i suoi consigli di moderazione non impedirono l'accen­dersi delle passioni e l'espressione dei più risoluti propositi. Si parlò a lungo delle condizioni della guerra contro l'Austria, della necessità di cooperarvi con ogni mezzo e, sull'esempio di Roma, si propose la isti­tuzione di un Comitato di guerra. In tal senso parlò con molto calore il conte Carlo Pepoli, sostenendo la necessità di assicurare l'indipen­denza d'Italia e l'estensione dei Comitati di guerra alle altre città.1) Ma le più vive preoccupazioni dei maggiorenti si palesarono in merito alle elezioni politiche già fissate pel 18 maggio. A questo proposito l'Audinot chiarì le sue tendenze radicali presentando una mozione, affinchè nell'occasione imminente di un indirizzo che il municipio stava per mandare al Papa intorno alle condizioni del momento, si domandasse anche la facoltà per le Camere legislative di rivedere e modificare lo statuto,, e nel frattempo si ottenesse un ritocco alla legge elettorale coll'aggiunta di tutte le capacità nel novero degli elettori, riserbando ad essi la facoltà di eleggere i deputati senza alcuna restri­zione o vincolo alcuno di eleggibilità. E il conte Oreste Biancoli, del partito avanzato, domandò che se si doveva accettare il principio
l) Accenni a queste prime sedute del Circolo Felsineo si leggono in ENBICO BOTTBIGABI, Cronaca di Bologna, Tomo I, p. 553 (Bibl. dell'Archiginnasio. Mano­scritti: B, 2558), e nei giornali II Fulmineo, n, 80 del 6 maggio e II Contemporaneo, n. 36 dell* 11 maggio. Il discorso del Pepoli è riferito in II Felsineo, n. 83 del 10 maggio 1848.