Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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183
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/ circoli politici bolognesi nel 1848-49 183
vi rappresentarono, con l'aureola del lungo esilio, le ardite anticipar zioni del 1831, collegando con l'opera loro la nuova èra liberale coi primi esperimenti costituzionali e le prime ribellioni alla sovranità assoluta ed al potere temporale; vi erano nobili, professionisti, negozianti, popolani, cospiratori e amnistiati, entusiasti di Pio IX e fervidi ammiratori di Mazzini, federalisti giobertiani, fusionisti, autonomisti, repubblicani. È rilevante tuttavia il fatto che nel Circolo Felsineo , ove si distinguevano tante sfumature del partito liberale, il tono generale fosse di moderazione e di attesa, mista alla fiducia che le comuni aspirazioni trovassero il loro compimento sui campi di battaglia.
Attività vivissima il Circolo spiegò nella seconda metà di maggio, quando l'esercito napoletano comandato dai generale Guglielmo Pepe sostava a Bologna nella drammatica incertezza se proseguire per il teatro della guerra, ovvero obbedire agli ordini di Re Ferdinando e retrocedere nel Regno.1) Dal Circolo partì l'iniziativa di inviare una deputazione al gen. Pepe per indurlo a conservare il comando delle sue truppe e a varcare il Po; e fu steso anclie un indirizzo alle truppe napoletane per suscitare in loro sentimenti di lealtà e di devozione alla causa nazionale, che sarebbe stata fatalmente compromessa dalla loro retrocessione.2 E poiché era di capitale interesse conoscere lo svolgimento delle operazioni militari nel Veneto e dedurre da informazioni dirette il contegno da tenersi di fronte alla sospetta lentezza dei Napoletani, la direzione del Circolo, per soddisfare la maggioranza dei suoi soci, spedi due incaricati al quartier generale di Carlo Alberto e del generale Durando comandante dei Pontifici, allo scopo di avere notizie precise e provvidi consigli; deputazione, peraltro, piuttosto di parata che di sostanziale importanza.3)
A proposito dei Napoletani, il Circolo Felsineo , per mezzo dei suoi capi, avvicinò e ospitò non pochi elementi repubblicani o ritenuti tali, venuti a Bologna su la fine di maggio e ai primi di giugno per premere sulle decisioni del gen. Pepe da parte dei governi di Milano, di Venezia e di Modena. Furono essi Cesare Correnti per Milano, Alessandro Zanetti per Venezia, Nicola Fabrizi per Modena, inoltre Michele Accursi ed altri.4) Pare anche che si volesse tentare qualche dimostrazione
i) La Dieta Italiana, a, 5 e 6 del 22 e 23 maggio 1848.
2) Idem, u.. 5 del 22 maggio 1848.
3) L. C. FABI*H, Epistolario, IT, 369, 377, 380.
*) Vedi: GIOVANNI NATALI, Nicola Fabrizi commissario del Governo Modenese presso il generale Guglielmo Pepe, in Saggi a Documenti di Storia del Risorgimento Italiano, Zanichelli, 7933-XJ, TI, 51 e segg.