Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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I cìrcoli politici bolognesi nel 1848-49 185
Io faccio invigilare quanto posso per non rinnovarsi tali grida e per formarsi di riunioni illegali. Ma quei tali sono così presi di mira che difficilmente potranno guadagnar terreno. Si fossero almeno disingannati, sulla pretensione di essere padroni della opinione pubblica!,.. Infine la maggior parte degli uccellacci sono spariti, e del Mazzini non se ne sa più altro, sebbene si faccia tener d'occhio . *)
La paura di una cospirazione repubblicana valse dunque a seminare sospetti e diffidenze, in ispecie contro l'Audinot e il Rusconi, che lo stesso card. Amat avrebbe voluto allontanare da Bologna perchè gli sembravano troppo focosi e inclini a novità. E il Circolo ove essi imperavano ebbe sul momento a subire la malevolenza del popolo.
Poco appresso, la notizia della capitolazione di Vicenza, che giunse a Bologna il 12 giugno, presto seguita da quella di Treviso, e il rapido e disordinato ritorno dei corpi regolari e volontari capitolati produssero una profonda costernazione, la quale rese più che mai opportuna e salutare la visita di Vincenzo Gioberti, che nel suo iter italicum sostò in Bologna dal 19 al 22 giugno, accolto da fervidissime dimostrazioni di consenso e di plauso. La sera del 20, recatosi al Circolo Felsineo fece opera di conciliazione fra le diverse tendenze, sviluppando in un mirabile discorso il tema dell'accordo fra democrazia e principato, fra laicato e clero, e ravvisando in Bologna la sintesi dialettica degli elementi vivi della politica italiana. Chiamato al balcone da una folla di dimostranti, ebbe parole generose per riconciliare i popolani con la direzione del Felsineo , che pochi giorni innanzi era stato oggetto di infondate accuse di repubblicanesimo ; e parve che per merito del sommo filosofo la pace fra il Circolo e il popolo fosse fatta.s)
In questa prima fase della sua esistenza il Circolo Felsineo si era trovato di fronte a taluno dei problemi più urgenti della vita italiana : l'esperimento costituzionale, la guerra, la pressione liberale sull'esercito napoletano, la capitolazione dei Pontifici a Vicenza e Treviso. Ma col rifluire delle truppe capitolate, e massime dei corpi franchi, la vita del circolo bolognese entrò in una nuova fase, agitatissima e caotica, anche perchè taluni dei capi più influenti, eletti deputati al Parlamento Romano, si erano allontanati da Bologna e il circolo era in crisi. Penetrarono in esso elementi intemperanti e specialmente,
i) L. C. FAJONI, Epistolario, II, pp. 380-381.
2) Per la visita di V. Gioberti a Bologna vedi: 6. NÀTALI, Vincenzo Gioberti a Bologna, in Archiginnasio, 1928, cstr., pp. 24-25. '