Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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186
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186 Giovanni Natali
insieme col loro comandante conte Livio Zambeccari, gli ufficiali del battaglione Cacciatori delVAlto Reno ed altri smaniosi di novità; si aggiunga poi che la progressiva fusione col Piemonte di municipi emiliani, lombardi e veneti e per l'urto sempre più grave fra il ministero Mamiani e Pio EX a proposito della guerra, si accentuò nel Felsineo la tendenza albertista con tutti i caratteri di una manovra separatista e antipapaie, piuttostochè di una sincera adesione al regno di Carlo Alberto. Nei veri albertisti l'idea della fusione col Piemonte nasceva da timore di un avviamento repubblicano del moto liberale, pei repubblicani doveva essere un mezzo per scalzare del tutto l'autorità pontifìcia e istituire un governo provvisorio; la minoranza albertista avrebbe dovuto in certo qual modo servire da sgabello alle mire di alcuni capi militari, piali appunto Livio Zambeccari, Giacomo Antonini e Antonio Morandi allora giunti a Bologna, uomini che i Bolognesi ammiravano per il loro valore, e parimente temevano per le loro relazioni con gli elementi politici più avanzati della città. H13 e 14 luglio costoro, uniti ad alcuni simpatizzanti albertisti, tesero le reti al Circolo Felsineo per imporre l'istituzione di un governo provvisorio e per la dedizione di Bologna ' a Carlo Alberto. A tale effetto Livio Zambeccari si portò a Forlì e Oreste Biancoli a Ravenna per ottenere adesioni al movimento albertista, ma senza successo. Il D'Azeglio, che era a Bologna in quei giorni a curar la ferita ricevuta a Vicenza, sconsigliò apertamente con uno scritto intitolato TJn mio pensiero il movimento albertista, che non ebbe seguito.*) Ma l'improvvisa comparsa del corpo austriaco del Liechtenstein a Ferrara indusse il pro-legato Bianchetti, che sostituiva il cardinale Amat ritiratosi a Bagni di Lucca, a istituire un Comitato di guerra, nel quale dovette includere Zambeccari, Antonini e Morandi, candidati del Circolo, e questa risoluzione riparò al pericolo di un governo provvisorio, anche per il reciso contegno del colonnello Latour comandante degli Svizzeri, il quale protestò presso il Bianchetti che, nel caso di sommossa, si sarebbe opposto con la forza a qualunque cambiamento di governo, e per l'energica parola dell'Audinot, il quale, in seno al Circolo, si oppose gagliardamente ai partigiani di Zambeccari e sostenne la eausa dell'ordine e la fedeltà al Sovrano.2)
i) È pubblicato come supplemento alla Gazzetta Bolognese del 15 loglio del 1848. Vedi per questo perìodo: G. NATALI, Gr.onaclie bolognesi del Quarantotto, I, pp. 73 e segg.
2) La notizia di mene repubblicane tentate a Bologna era giunta anche al Mazzini che il 1 agosto da Milano scriveva a Giuseppe Lamberti raccomandandogli Filippo De Boni da Ini inviato, a Bologna come rappresentante della Associazione