Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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/ circoli politici bolognesi nel 1848-49 195
giobertiana. In realtà nelle adunanze tenute fra il 15 è il 20 novembre il Circolo fu più frequentato del solito perla discussione di temi attraenti, e prima di tutto sulla deliberazione del Circolo Popolare Romano die su proposta di Pietro Sterbini, reduce dal Congresso federativo di Torino che il 27 ottobre aveva approvato lo schema di una legge elettorale per la convocazione di una costituente degli Stati Italiani e lo schema del relativo atto federale,2) ideava di formare un Comitato centrale di 10 deputati del Circolo di Roma per stabilire una associazione nazionale a favore della confederazione italiana secondo il progetto torinese.3) Nei giorni successivi .si discusse quale dei tre progetti che stavano dinnanzi, cioè la Lega dei Principi, la Dieta federativa del Gioberti e la Costituente del Montanelli, potesse più ragionevolmente contribuire alla unità e alla indipendenza italiana. A tali discussioni partecipò (forse il 19 e 20 novembre quando già si conoscevano in Bologna l'assassinio di Pellegrino Rossi e la rivoluzione romana) il De Boni, che ebbe a coadiutori principali Savino Savini e il Rusconi. Quest'ultimo, che nella sua Dieta Italiana aveva sempre alacremente combattuto per l'attuazione di un patto federativo sancito dal voto di una assemblea nazionale, nell'adunanza del 20 pronunciò un forte discorso circa la necessità della Costituente Italiana, come mezzo per garantire la nazionalità e la indipendenza, e così concludeva:4)
Signori, è tempo di parlarci chiaro, è tempo di intenderci su certe idee, e di por fine una volta a queste simulazioni e dissimulazioni che per tutto si ripetono. L'Italia abbisogna di un centro di azione, ha bisogno di concentrare in una Assemblea la sua nazionalità, ha bisogno di un punto, di una suprema magistratura in cui questi 24 milioni di uomini possano volgere gli occhi e dire: ecco dove si serba il palladio di questa terra, ecco dove si alimenta il sacro fuoco che noi tutti irradia, ecco dove si tutela il Patto santo, ecco dove si custodisce l'Arca inviolabile della Nazione. Fin qui la non fu che una infinta che si venne realizzando; i Principi simularono fede nei Popoli, i Popoli nei Principi, Roma accagionò Torino dei nostri danni, Torino Roma; una miserabile Lega, nonché politica, doganale, non si potè fin qui restringere, Firenze Roma, Piemonte ognuno fa da se, le recriminazioni sorsero incessanti da stato a stato... e noi ci riscuotiamo dopo dieci anni di agitazioni in uno stato che fa spavento, ci riscuotiamo senza eserciti, senza mezzi, senza che pur collegati siamo fra noi da una
*) Vedi: ROSÀMA CORRADO, Filippo De Rossi, i Circoli Popolari e la legazione di lui a Berna, in Studi e Documenti su Goffredo Mameli e la Repubblica Romanaf Imola, Galeati, 1927, p. 6L Lettera di De Boni al Gabussi in data 29 novembre 1851. Vedi anche: GIUSEPPE GABUSSI, Memorie per servire alla storia della rivoluzione negli Stati Romani, 1851, II, p. 271.
2) Unità, n. 97 e 98 del 2 e 3 novembre 1848.
3) Unità, n. Ili del 17 novembre 1848.
4) La Dieta Italiana, n. 179 del 22 novembre 1848.