Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <197>
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/ circoli politici bolognesi nel 1848-49 197
tranquillità, H giornale democratico II Povero nel n. 40 del 4 novembre portava un Indirizzo ai Bolognesi, scritto da Agamennone Zappoli, che avrebbe dovuto essere pubblicato il 1 Sa settembre ed era stato concepito e preparato nei giorni in cui la plebe annata, dopo la gesta dell' 8 agosto, trascorreva a minacce e vendette, imputabili ad alcuni facinorosi violenti e sfrenati, più che a pervertimento della maggioranza. L'indirizzo era la difesa della massa, escludendone i pochi traviati. Non credeva l'autore, come mostravano di credere molti moderati, che la plebe fosse incorreggibile; egli ammirava il popolo dell' 8 agosto ; e pensando all'opera umanitaria degli educatori del popolo dall'Aporti, al Lambruschini, al Tommaseo, e a tutti i fondatori di istituzioni edu­cative, vedeva chiara la responsabilità delle classi agiate e del governo nel non aver saputo né voluto rialzare la minuta plebe dall'ignoranza e dalla abbiezione, mediante l'istruzione e la dignità del lavoro. La que­stione sociale, che il mazzinianesimo aveva dibattuta come un problema morale avanti che economico, trovava in A. Zappoli un modesto ma caloroso apostolo. Egli scriveva infatti:
Nei popolani bolognesi tutto è grandioso, tutto è forza, tutto è sentimento. Suscettibili per la corruzione del governo passato a grandi delitti- ma per istinto pronti a grandi eroismi quando dai buoni cittadini fossero curati, istruiti, educati. Tutti quelli che gridano la plebe incorreggibile non l'hanno mai conosciuta dappresso! Mischiatevi con essa, parlatele con amore, cercate di giovarle e toccherete con mano che nella maggior parte dei popolani è grandezza e generosità, vi convincerete che quanto asseriamo non è che il vero, vi convincerete che almeno si può condurli e mode' rarli. È d'uopo che ogni strada, ove è maggiore il numero dei popolani, abbia almeno un cittadino beneficiente, moderatore, soccorritore, istruttore degli afflitti bisognosi. È d'uopo che nel Borgo di San Pietro e nelle Lame e nelle altre strade più bisognose di popolani si istituiscano scuole di scrivere, leggere e di morale istruzione e educa­zione, ed i maestri per una li abbiamo già trovati e si prestano gratuitamente. Non bastano gli asili infantili, ci vogliono scuole per adulti. Ma se solamente alcuni cittadini, alcuni civici, alcuni nobili si presentassero chi in una contrada, chi in un'altra e parlassero e fraternizzassero coi popolani, molti ne vedrebbero commossi e mutatali:
Questo manifesto non fu pubblicato a tempo, ma il buon Zappoli lo ritenne utile ed efficace, quando Alessandro Gavazzi ai primi di novem­bre si dava cura di istituire un Circolo popolare e già se ne era formato il comitato ordinatore composto di sacerdoti, di nobili, di filantropi di ogni classe e di operai. E raccomandava: Non si allarmino i paurosi, non si vuol far rivoluzioni, né sowergere l'ordine sociale, si vuole istruire, educare il popolo! .