Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
anno
<
1938
>
pagina
<
203
>
/ circoli politici bolognesi nel 1848-49 203
la Lega, la Federazione Torinese essere alquanto ristretta ed esigente, e che solo il progetto del Ministero Toscano cesserà le discordie, toglierà gli ostacoli ed assicurerà un'armata italiana per disperdere la prepotenza nemica e ottenere una pace onorata.
Esso perciò si rivolge a tatti i Circoli italiani affinchè persuadano al popolo la necessità della Costituente, a tutti i Parlamenti perchè conducano i governi a sanzionarla e dicano loro che la Nazione non manca di votare il nome dei Principi che sono col Popolo. Presidente Taveggi, Commissione redattrice: Santamaria, Pepoli, Cassarmi Ulisse, Berti Lodovico, Faldi Pietro.
Come ognun vede, questa affermazione unitaria era infirmata dall'accenno ai Princìpi ed alla gratitudine verso i benemeriti della causa nazionale e del popolare suffragio. Quale confuso connubio di preoccupazioni federaliste e di aspirazioni unitarie 1
Anche il Circolo Popolare accolse le conclusioni del Nazionale e lo spirito radicaleggiante dell'indirizzo rese possibile una certa momentanea concordia dei due Circoli, i quali poi, nelle candidature proposte in quei medesimi giorni per elezioni suppletive al Parlamento romano, in surrogazione di deputati dimissionari, accentuarono la divergenza dei loro principi. H Nazionale designò come suoi preferiti Quirico Filopanti, l'aw. Ulisse Cassarmi, il dott. Giovanni Ercolani, il dottor Andrea Bovi, l'aw. Clemente Taveggi, l'aw. Lodovico Berti e Carlo Rusconi. Furono invece designati dal Popolare Alessandro Gavazzi, Giuseppe Mazzini, Filippo De Boni, Carlo Berti Pichat, Agamennone Zappoli, l'aw. Giovanni Venturini e Nicola Fabrizi. l) L'affermazione repubblicana non avrebbe potuto essere più chiara ed aperta.
Del resto, manifestazioni di cortesia e di rispetto non mancarono: il Circolo Nazionale , mediante una sua deputazione, di cui fecero parte Don Ferranti e l'Audinot, che fu l'oratore della circostanza, fece visita al Popolare ; l'incontro fu cordialissimo e palesò il fine di non inasprire con le divergenze politiche la vita cittadina, già abbastanza travagliata per la precarietà dell'ordine pubblico e per l'influsso delle condizioni generali dello stato dopo la fuga di Pio IX a Gaeta.
Nel disorientamento delle varie tendenze politiche, tra il desiderio di legalità costituzionale degli uni e l'accentuazione repubblicana e unitaria degli altri, giungevano ai circoli bolognesi appelli ed ammonimenti di altri circoli e comitati, nei quali la nota della Costituente
') La Dieta Italiana, n. 191 del 4 dicembre; II Povero, a, 45 del 9 dicembre 1848. Vedi anche: G. NATALI, Cronache bolognesi del Quarantotto. III. I deputati della Legazione di Bologna al Parlamento Romano Estr, dalla rivista Bologna, n. 6 e 7, 1935-XIII.