Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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206
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206
Giovanni Natali
appresso riferita, del Circolo Nazionale Bolognese, firmata da uomini di grande autorità, alcuni dei quali ebbero poi parte importante nella Costituente romana.
Nella Gazzetta di Bologna di mercoledì 13 dicembre, sotto la rubrica delle notìzie recentissime, leggevansi le seguenti precise parole; Le notizie di Bologna, ed il suo fermo e dignitoso contegno hanno specialmente contribuito a determinare il potere di Roma a tentare un accomodamento colla Commissione governativa nominata a Gaeta, e specialmente col Cardinale Presidente, il quale pare abbia egli stesso spedito un suo dispaccio al Pontefice .
Il significato più logico di queste parole indusse a credere clic il Governo di Roma attribuisca l'attitudine della nostra Bologna, dinnanzi alla fase gravissima che ora si svolge, al semplice desiderio di accudire senza restrizioni al volere del Sommo Pontefice, di rientrare senza condizione veruna e ad ogni costo nell'interno sviluppo delle franchigie ottenute. Una interpretazione consimile, la quale emerge limpida e chiara dal senso delle parole adoperate nella Gazzetta non risponde allo stato e ai pensieri, degli animi di Bologna, che spiegano l'attitudine da lei presa, per quanto ne ha giudicato il Circolo Nazionale Bolognese nella sua adunanza straordinaria della sera medesima di mercoledì 13 dicembre.
Non opina infatti il Circolo Nazionale Bolognese che l'aspettativa serbata dalla città al nascere degli avvenimenti di Roma riconosca la sua origine in una mera e sterile devozione alla legalità e al Sovrano Pontefice, anche a scapito dei principi espressi di nazionalità e di indipendenza. Bologna al sorgere di Pio Papa plaudiva grata e festosa, perchè ella sperò dai primi suoi atti di ravvisare in Lui conciliato il lungo dissìdio fra libertà e religione, fra nazionalità e principato. Bologna con incredibile dolore vide dileguarsi la bella speranza all'apparire dell'enciclica del 29 aprile. Bologna da ultimo, ricordevole dei benefici che vennero a questa Italia infelice da un Papa, si conforta ancora nella pienezza delle presenti fortune collo sperare non consumato del tutto il divorzio fra il Pontefice e la causa sacra d'Italia.Ma questa città non pertanto, che non è guari ricacciò i barbari dalle sue mura, questa città si mantiene quale fu sempre, italiana innanzi che pontificia. Più volte col martirio e con la costanza suggellò la sua fede. Nelle epoche memorabili del 1821, del '31, del '43, amore invincibile 00*110110 la mosse a levare in alto con suo pericolo il vessillo di libertà e di indipendenza. E lo Bologna deli* 8 agosto non langue degenere do se stessa: si riaccenda la guerra, si rinnovino con saldi apparecchi le immanchevoli prove; essa ò pronta a porgere per V Italia il miglior sangue dei suoi figliuoli.
Questi pensieri più vivi di Bologna, con fiducia eziandio che l'animo di ogni altro concittadino vi risponda, dichiarò il Circolo Nazionale Bolognese, or volgono pochi giorni, in un suo indirizzo olla Camera e ai Ministri di Roma. Che se Bologna non mostrava una gioia tumultuosa olle prime nuove che corsero dei fatti di Romo, si fu perchè volle sospendere il suo giudizio fino ad un leale e maturo sviluppo di quegli avvenimenti e seguire con amorosa sollecitudine le fast di un periodo solenne in che si agitava il problema di conservare* se ora possibile, salva l'idea nazionale, convinto ed annuente U Sovrano. Dopo questa dichiarazione il Circolo Nazionale Bolognese, che in sé raduna gran copia di Cittadini, e senza tema di errare intende di esprimere il voto dell'intera città, si stima in obbligo di compendiare di .tal guisa il suo letterale concetto politico, persistere francamente, instancabilmente nel proclamare