Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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I circoli politici bolognesi nel 1848-49 207
u principio della indipendenza e nazionalità italiana, e dentro questi limiti, salva questa condizione vitale, non rifiutare le proposte di una leale e onorevole conciliazione.
Con noi sarà sempre chi è coli* Italia.
Bologna, dalle sale del Circolo, il 15'dicembre 1848.
Per la Società: il Vice-Presidente IT. Gassarmi.
La Commissione redattrice G. Battista Ercolani, Matteo Pedxini, M. Gualandi, Benedetto Osiraa.
La Gazzetta faceva seguire queste parole: Aderiamo di buon grado all'invito di inserire questa dichiarazione estesa dalla rappresentanza del Circolo Nazionale Bolognese e ci teniamo per essa onorati. L'abbiamo accolta per quel rispetto che la civilizzazione moderna impone alla libertà delle opinioni. Solo avvertiamo che le nostre frasi, le quali diedero campo a commento, furono tratte da corrispondenze di Roma e di Firenze.
La bella dichiarazione, ferma e conciliativa a un tempo, esprimeva in verità una linea di condotta difficile e proba, di cui il Circolo poteva giustamente vantarsi.
La vita politica dello Stato Pontificio per l'incerto procedere della Giunta di Governo e del Parlamento, ormai trovava nei circoli i suoi impulsi più forti e si andava facendo di giorno in giorno più nervosa ed intensa. Da circolo a circolo, dalla periferia al centro e viceversa, era un incrociarsi simultaneo di appelli* di indirizzi, di proclami, esprimenti in varie gradazioni e accentuazioni un desiderio e un concetto sempre più diffuso* La Costituente era indicata, acclamata e invocata come la sola arma di salvezza, senza forse che se ne valutassero a pieno l'importanza e il caratteri! rivoluzionario.
A questo proposito è da ricordare che i Circoli Anconetani il 29 novembre avevano deliberato un indirizzo al Ministero e al Parlamento, invocando la convocazione di una assemblea generale eletta coi voti del popolo e con la funzione di statuire l'ordine politico. Uguale appello rivolsero ai popoli e circoli dello stato. Tale iniziativa ebbe importanti ripercussioni a Bologna, dove, ai primi di dicembre, mentre altri messi erano inviati a Roma, furono mandati il dott. Giovanni Franceschi e Antonio Giacomelli a perorare l'adesione al programma espresso nei
i) La Dieta Italiana, n> 190 del 3 dicembre 1848,