Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <210>
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Giovanni Natali
Senonchè in Bologna perduravano sempre le oscillazioni fra un programma e l'altro, tanto più che si sapeva imminente in Piemonte 1 avvento al ministero di Vincenzo Gioberti. Si era, dunque, già stabi­lito l'accordo fra i due circoli sulla accettazione della Costituente mon-tanelliana, e si studiava anche il modo di stabilire un centro comune per tutti i circoli dello stato, come organo di collegamento e di poten­ziamento della pubblica opinione.
Ma, mentre si piegava verso il Montanelli, non si voleva abbando­nare il Gioberti, anzi in lui si vedeva il solo uomo politico capace di conciliare in una formula suprema di Costituente le diverse tendenze ed assicurare all'Italia il suo faturo assetto nazionale.- Così, mentre delegati dei Circoli bolognesi partecipavano all'adunata di Forlì, il ce Circolo Nazionale il 13 dicembr-e, a mezzo del suo vice-presidente Ulisse Cassarini, dirigeva al Gioberti nella sua qualità di capo della Associazione torinese per la federazione, una lettera redatta dalTAudi-not, dal Savini e dal Rusconi, nella quale principalmente era asserito:
1) che il Regno dell'Alta Italia sembrava un concetto limita­tore della Costituente come espressione della volontà nazionale, e il mandato del popolo non lo poteva accettare come cosa già fatta e compiuta;
2) che la Costituente pura e semplice del Montanelli era da pre­ferirsi, ma che essa non avrebbe obliati i benefìci recati da Carlo Alberto e Pio IX alla causa italiana;
3) che le federazioni erano instabili quando fossero di Principi e non di Repubbliche. E continuava:
Accennati gli argomenti che questo Circolo indussero a preferire la Costituente Toscana a quella di Torino, io, a nome di questo Circolo stesso, a Lei mi volgo. Signore, e come cittadino e come italiano Le indirizzo una preghiera. Ella salirà tra breve al Ministero torinese; i voti,di tutta Italia a quel cospicuo posto l'accompagnano. V. E. al ministero sarà una nuova garanzia per l'Italia di progresso e di libertà, incarnerà nna nuova speranza della nostra indipendenza. Or dunque, il Circolo nostro, col mezzo mio La prega, o Signore, di conciliare con. lealtà mente il progetto torinese col progètto toscano, di far ohe due Costituenti nota si compongano, ma un centro solo si formi, un centro dà cui si dirami per tutta la penisola la potenza della vita, l'impulso del­l'azione, sicché questi 24 milioni di uomini, che di secolo in secolo vennero sin qui pellegrinando vittime e martiri delle loro passioni, delle loro divisioni, abbiano alfine un luogo unico a cui volgere gli occhi, dicano alfine: uno è il vessillo di tutti e si illu­mina al sole della nazionale indipendenza; sorridano alfine a quell'avvenire che pauroso sin qui ci sembrò e che farà dell'Italia una nazione, la gloria del mondo. *)
i> La Dieta Italiana, n. 205 del 18 dicembre 1348.