Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <215>
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/ circoli politici bolognesi nel 1843-49 215
senza risposta. Parecchi proposero allora di muovere tatti in Piazza, mentre alcuni, che consigliavano dover la cosa essere rimandata l'indo­mani, furono disapprovati. Allora il marchese Pepoli, mostrando come una dimostrazione nelle pubbliche vie fosse inopportuna, propose che si cercasse nuovamente del Pro-Legato, aggiungendo che, essendo egli un uomo d'onore, non avrebbe negato al popolo una risposta. La deputazione col Pepoli trovò il Pro-Legato, il quale assicurò che obbe­direbbe agli ordini del Ministero fino all'arrivo del successore che egli già attendeva. La risposta, recata al Circolo, fu applaudita e si deli­berò di festeggiare l'indomani il decreto della Costituente e di annunziare al popolo l'avvenimento con un manifesto. Fu letta anche una risposta, aìdir vero inconcludente, del senatore Zucchini a cui era stato comuni­cato ufficialmente l'indirizzo votato dalla precedente assemblea, ma il popolo l'accettò per buona e così sembrò fatta la pace, benché restasse nei più la convinzione che i membri del municipio si sarebbero presto dimessi; il che poi avvenne il 15 gennaio, quando ritiratosi lo Spada fu nominato Carlo Berti Pichat a preside della provincia di Bologna.
La protesta dei circoli bolognesi che esautorava il municipio otteneva pronta ed entusiastica adesione da parte di numerosi circoli romagnoli; fra cui quelli di Forlì, Faenza, Meldola e Russi, s) ma la proclamazione della Costituente e i fatti ad essa connessi generarono fra i Bolognesi più confusione che altro e una certa apatia; soltanto i circoli si adoperarono a gran pena per suscitare la comune fiducia, sostenendo lo spirito pubblico con manifesti e cortei. Si ottenne a fatica che il giorno 2 fosse festeggiata la Costituente col suono delle campane e la mattina del 3 con 101 colpi di cannone; si invitarono i cittadini ad illuminare le case, ma pochi lo fecero, e taluni vi furono costretti dalle grida di qualche centinaio di popolani che con stendardi e con­certi percorsero le vie della città acclamando alla Costituente ed all'Italia.
Dato l'andamento delle cose, inutile risultò la visita di una deputa­zione dei circoli di Ancona a quelli bolognesi per invitarli a partecipare a un'assemblea generale dei circoli da tenersi in Ancona il 5 gennaio; ormai la Costituente era stata proclamata e il Circolo Nazionale di Bologna, temendo il peggio, rilevò l'inopportunità di tale raduno
1) Unità, ii. .1 del 2 gennaio; La D'usta Italiana, n. 2 e 3 del 2 e 3 gennaio 1849.
2) Unità, n, 15 del 18 gennaio 1849.
3) La Dieta Italiana, n, 6, 7, 9, 15 del gennaio 1849.
4) BOTTIUGABI, Cronaca di Bologna, II, ';