Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <216>
immagine non disponibile

216 Giovanni Natali
e deliberò di non aderirvi, anche per non distrarre da Bologna in gravi momenti alcuni dei suoi membri più autorevoli. *)
Ora non altro importava se non apprestarsi alle imminenti ele­zioni e su di esse illuminare la pubblica opinione e presentare candì-dati. Come avrebbe potuto durare la concordiadei due circoli, via via che il cimento elettorale si avvicinava ?
Anche in seno ai liberali moderati bolognesi avvenne una scissione. Mentre in una adunanza tenuta presso Gioacchino Pepoli si era stabilito che si proponessero al popolo le liste dei candidati e che tutti i partiti votassero, giunto il monitorio di scomunica di Pio IX, che l'arcive­scovo Oppizzoni non faceva pubblicare, il Mmghetti, il Pizzoli ed altri costituzionali deliberavano che non si votasse, nella speranza di veder vuoti i collegi, massime di campagna, immaginando che la sco­munica avrebbe trattenute quelle popolazioni dall'intervenire alle urne. Allora l'Audinot, Giambattista Ercolani, Matteo Pedrini ed altri si staccavano dalla fazione minghettiana, dichiarando che non si doveva abbandonare il campo agli esaltati, fosse pure per conquistare solo la minoranza nella futura assemblea. Il Circolo Nazionale proponeva la fusione dei partiti e inviava per tutta la provincia i suoi rappresentanti allo scopo di concertarsi con le persone più. influenti del luogo perchè le elezioni avessero il desiderato successo; il Circolo Popolare , dal canto suo, mandava qua e là i suoi accoliti, spargendo schede elettorali che portavano inseriti nelle liste non pochi nomi di uomini di accentuato spirito democratico.2* Concordi superficialmente nell'idea della Costituente Romana, divergevano di fronte alla proba­bilità della repubblica e della abolizione della sovranità politica del Papa, onde Bologna mandò all'assemblea, in numero press'a poco eguale, costituzionali e repubblicani. Tuttavia, per l'attenta vigilanza del preside Berti Pichat e per le cure di Carlo Rusconi presidente del Comitato elettorale, le elezioni si svolsero tranquillamente e con grande concorso di popolo, e il fatto compiuto parve acquietare gli spiriti. Ma, non appena superata questa circostanza, ecco la vita di Bologna nuovamente turbarsi, alla voce che dalla Commissione governativa di Gaeta erano state colà chiamate le truppe svizzere stanziate nelle
i) La Dieta Italiana, n. 6 del 6 gennaio 1849. Una Commissione dei due Cir­coli esaminò tuia a Breve istruzione al popolo intorno alla Costituente Romana da diffondersi in tutto lo stato.
2) GAIIUSSX, Memorie, ecc., II, 350.