Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; BOLOGNA
anno <1938>   pagina <219>
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1 circoli politici bolognesi nel 1848-49 219
Si era parlato anche di un circolo di donne, a carattere educativo, ma l'idea non ebbe attuazione; altri circoli popolari si istituirono in alcuni centri della provincia, come Budrio e Medicina.
La nomina di alcuni dirigenti a deputati nella Costituente rese necessario un rinnovamento nelle cariche: così il Circolo Nazionale presieduto da Filopanti fino al 5 febbraio, restò in seguito affidato al vicepresidente aw. Pietro Faldi, e il Popolare , dopo una breve presidenza del dott. Tito Savelli, fu diretto da Agamennone Zappoli e da Bonaiuto Del Vecchio; P Universitario ebbe a capo il dottor Giulio Carini professore di fìsica elementare.
La vita dei circoli bolognesi si svolgeva normalmente sui primi di febbraio, quantunque, dopo la proclamazione della Repubblica Romana il Circolo Popolare avesse assunto un tono più alto e riuscisse a trascinare anche il Nazionale ad un linguaggio violento contro i monarchi e ad affermazioni recise del principio nazionale unitario. Il che si rileva da un indirizzo rivolto ai circoli e città d'Italia per rin­graziarli delle felicitazioni ricevute in occasione della energica resi­stenza opposta al tentativo di stornare gli Svizzeri dalle Legazioni.2)
Ai Circoli e Città d'Italia i Circoli Nazionale e Popolare di Bologna
Cittadini fratelli I
Grati alle felicitazioni a noi dirette da ogni parte d'Italia per avere noi coli'aiuto ed appoggio dell'intera popolazione bolognese protestato ed impedita la partenza della truppa Svizzera qui assoldata, ne rendiamo azioni vivissime di grazie a tutte quelle Città e Circoli, che ci vollero di tanto onorati. Grazie specialmente a te, o Circolo Fiorentino, che nel momento del pericolo ci mandasti tuoi deputati con l'offerta d armi e d'armati; ed a voi, generose Romagne, pronte ad accorrere in nostro soccorso.
Quanto a noi, non abbiamo che adempiuto a un dovere di cittadini, cui sopra ogni cosa debba stare a cuore la tranquillità del proprio paese, la difesa delle acquistate garanzie, la conquista degli ulteriori diritti dell'uomo e l'indipendenza e nazionalità della patria comune.
Ogni altra città d* Italia avrebbe di certo fatto ciò, che noi non abbiamo' esitato un momento di fare. Dobbiamo quindi rallegrarci solamente di questo, che in pochi
!) Il Povero, a. Ili, 9 dicembre 1848 e 8 gennaio 1849.
2) Vedi UAlba di Firenze, n. 459 del 21 febbraio 1849. Il Mazzini, in una lettera al Lamberti de) 16 febbraio (E. N., Epistolario, XX, n. 2598) alludendo a questo indirizzo dei Circoli bolognesi, lamenta ohe vi si parli di Stati Uniti d'Italia e scrìve: Fare una Svizzera dell' Italia sarebbe un vero delitto . Ma è da credere che egli abbia equivocato con qualche altro proclama, perchè in quello di cui BÌ parla nes­sun accenno si contiene all'autonomia degli stati, ohe anzi vi è vigorosamente espresso si concetto della unità nazionale.