Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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Giovanni Natali
mesi si sieno a noi offerte due solenni circostanze: 1' 8 agosto 1848 e il 28 gennaio 1849, per dimostrare alle sorelle Città che Bologna quale fu, è e sarà sempre italiana.
Dio protegge 1' Italia, Dio la vuole Nazione, e le trame de* suoi occulti ed aperti nemici una dietro l'altra appena si mostrano, che paurose ed impotenti le vediamo come tenebre al conflitto della luce sparire e dileguarsi.
Fratelli. Torà del riscatto è suonata. L'Italia da Signora del mondo e da Maestra di civiltà, è stata poscia per più secoli e fin ora serva e zimbello. E donde mai tanto cambiamento di fortuna? Donde V infausta cagione di tanta sciagura 1* Italia ed i suoi abitanti forse non erano e non sono ancora gli stessi di prima? Si, ma l'Italia era fatta a brani ed i popoli fra loro divisi; e ad impedire l'unione dei popoli e degli stati italiani fu sempre l'opera e la politica esecranda dei Re.
S'uniscano adunque i popoli, e l'Italia tornerà all'antica potenza e grandezza.
Fratelli Italiani, già Roma sul Campidoglio Ha inalberato il vessillo di libertà e d'unione; stringiamoci tutti intorno a lui. Il Campidoglio fa un tempo la gloria nostra e tornerà ad esserlo.
Figli d'Italia, spariscano una volta e per sempre le gare municipali ed i nomi per fino. Siam tutti Italiani, e congiunti formeremo una grande Nazione, felici all' interno, rispettati all'estero.
Rammenti ognuno che il popolo è sovrano e ch'egli solo deve e può e a suoi bisogni provvedere. Guai a chi non sa provvedere a sé da se! Il popolo che investe un sol uomo della pienezza dei poteri sovrani, il popolo che si dà un Re, tosto o tardi da padrone diverrà schiavo. Non ne abbisognano di prove; la storia di tutte le Nazioni è là per attestarlo. L'esperienza dei seimila anni non andrà perduta per l'Europa e per noi Italiani. No, non andrà perduta, l'ultima ora pei Re suonò. Il regno del dispotismo è per sempre finito. Dio lo vuole.
Vìva la Repubblica!
Salute e fratellanza. Il 12 febbraio 1849.
Il Presidente del Circolo Nazionale: aw. P. Faldi.
// Vice Presidente del Circolo Popolare: dott. B. Del Vecchio.
La Commissione redattrice: Francesco canonico Santamaria, aw. Gaetano Nasci, Bonaiuto Del Vecchio.
L'occasione per fare qualche cosa di più che lanciare proclami si presentò ben. presto, quando il 18 e 19 febbraio, gli Austriaci, violati i confini dello stato, entrarono in Ferrara e imposero taglie ed ostaggi. Non mai come in quel momento apparve la debolezza della Repubblica, impreparata ad una seria difesa. H Circolo Popolare assunse Patteggiamento di supremo tutore della salute della patria, e mentre il preside Berti Pichat, uomo di fermissimo carattere e di somma prudenza, si adoperava a stornare il pericolo da Bologna e a prepararsi ad una eventuale difesa, il circolo pigliava un tono di minaccia e di intimazione, dirigendogli questa lettera assai risentita.