Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
anno
<
1938
>
pagina
<
221
>
I circoli politici bolognesi mi 1848-49 221
Al Cittadino Preside
Se la patria non ha male riposte le speranze nel vostro senno, Voi dovete dimostrarlo nel suo pericolo. Il nemico ha violato il confine della Repubblica ed i nostri fratelli sono tagheggiati sul Po. Stanno per rinnovarsi i giorni di agosto.
Ora, come a quei tempi di fatale memoria, vivono fra noi i nemici che forse attorniano anche la vostra Persona, e ne avete già una recentissima prova.
Dunque, o si dia all'armi e si faccia subito appello ai vicini Italiani, o cadano sotto la giustizia' d'un popolo tradito gli amici del barbaro, prima che il possano fra le nostre mura riabbracciare. Le mezze misure non sono di oggi. H barbaro dà tempo 24 ore ai nostri fratelli perchè sodisfacciano alle snaturate imposte. E cosi inoperosi ci staremo? Al comandante la nostra Civica non sarà nuova la pugna. E Voi che gli foste al fianco, prometteste che al tuono dei bronzi di Marte avreste di nuovo sguainata la spada. I concittadini attendono il mantenimento della promessa. Viva, la Repubblica Romana!
Dalla residenza del Circolo il 19 febbraio 1849.
Per la Direzione: I Coadiutori Dott. Giacomo Revelli, Luigi Roli.
TI segretario: Luigi Gualtieri.
Forse le intenzioni erano buone, ma le parole non furono felici.
In realtà la Repubblica non era in grado di difendere validamente la linea del Po e di respingere l'invasione; e d'altra parte il Berti Pichat non era uomo che abbisognasse di incitamenti e di richiami nell'esercizio delle sue funzioni, mentre la lettera del Circolo Popolare aveva tutta l'aria di sottintendere un giudizio sfavorevole a carico di lui e di insinuare sospetti spiacevoli e inopportuni in un momento in cui, per la esiguità delle forze armate e per la delicatezza della situazione politica, si imponeva la massima prudenza.
La reazione fu pronta: il Circolo Nazionale non aderì all'appello rivoltogli dal Popolare , e fece pubblico atto di incondizionata stima verso il Berti Picbat; la Civica e la cittadinanza ne disapprovarono il contegno, e i dirìgenti del Circolo Popolare si affrettarono a gettar acqua sul fuoco, pubblicando la seguente dichiarazione.
Circolo Popolare Bolognese
il Circolo Popolare mediante lettera del 20 corrente firmate per la Direzione dal dott. Giacomo Rivelli e Luigi Roli e dal Segretario Gualtieri ha significato al Preside della Provincia che l'indirizzo stampato il 19 dal detto Circolo e firmato dai medesimi è stato male interpretato, e che fu concepito in un momento di sdegno.
Intendevano invitare alla difesa, quando il nemico si fosso presentato alle porte. Inoltre se avevano mostrato Umore che egli, il Preside, fosse circondato da persone sospette, nasceva dò dal conoscere che in genere i governanti spesso lo sono, terminavano dichiarando di riporre in Ini intera fiducia.
Per la Direzione: l coadiuvatoti: Luigi Roli, Giacomo Rivelli. TI Segretario: Luigi Gualtieri.