Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; BOLOGNA
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1938
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I circoli politici bolognesi nel 1848-49 223
il dott. Luigi Chierici, il Gualtieri e il Zappoli. Il 2 aprile comparve affisso ai muri un manifesto anonimo a stampa che metteva in dubbio la fede politica del Bignami generale della Guardia Nazionale e degli ufficiali della medesima; ne seguì una dimostrazione di omaggio e di devozione al Bignami, e la Commissione di Pubblica Sicurezza, e il preside della provincia Oreste Biancoli, successo il 7 al Berti Pichat, dovettero intervenire a frenare le intemperanze verbali e provvidero a tener confinato il Chierici a Castel S. Pietro, ad arrestare il Brunetti Rodati e a imporre silenzio al Gualtieri, al Zappoli, al dott. Mazza e ad altri, che in opposizione al carattere assolutamente moderato del nuovo Consiglio comunale, volevano imprimere un caràttere repubblicano alla vita cittadina. Contemporaneamente si sospendevano le pubblicazioni del giornale Unità, organo dei costituzionali moderati, che aveva assunto un tono di provocazione e di aperta censura verso il governo. *1
Nessun'altra particolare azione esercitarono i circoli nelle ultime settimane di Bologna repubblicana, e non resta da segnalare se non l'opera energica prestata da alcuni capi del Popolare , e segnatamente dall' Ergovaz, nei giorni della tenace difesa contro gli Austriaci, durante la quale il popolo bolognese, con ardente entusiasmo, se non con fortuna, salvò l'onore della città e rinnovò le gesta dell'8 agosto.
Occupata Bologna, il maresciallo Gorzkowski col proclama del 18 maggio ordinava, fra l'altro, lo scioglimento di tutti i circoli.
Caratteristica manifestazione del tempo, i circoli politici, specialmente in Bologna, che nel biennio 1848-49 ebbe vita così varia e intensa e fu teatro e crogiuolo di tante azioni e di tanti propositi, non furono soltanto palestra di personali ambizioni, e se pur peccarono di verbosità e di esibizioni letterarie, valsero a dar voce all'opinione pubblica, a rivelare tendenze ideali e interessi profondi della vita cittadina, a divulgare e vagliare i concetti dei grandi programmi di ricostruzione nazionale che si agitavano nella coscienza e nella prassi del popolo italiano.
Nelle discussioni e nei voti emessi dai circoli la vita municipale trovò modo e occasione di espandersi e di respirare al di fuori in orizzonte più vasto; la colluvie di appelli, proclami e indirizzi che passò da circolo a circolo, da città a città, oltre a giovare di mutua stima e conoscenza i liberali dei vari paesi, determinò quelle più chiare e
i) R. ARCHIVIO DI STATO m BOLOGNA, Protocòllo Riservato di Polizia, numeri 281, 291, 296, 351, 366 delPaprile-maggio 1849.