Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <229>
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Il Governo austriaco e a. Il Crepuscolo (1849-1859) 229
Non è facile precisare i vantaggi di una tale impresa
qualora le menti chiamate a realizzarla e a dirigerla sieno fortemente persuase che gli individui come le provincia della penisola devono disinteressatamente e validamente con­correre,perchè sopra ogni e qualsiasiprèdilezionelocaleprimeggino gli interessi unitari . S)
il Tenca, tempra perfetta di comandante che mai non si smarrisce e non si oblia nei momenti più dubbiosi o più aspri della lotta, era il capo più adatto per l'impresa che si iniziava. Esercitava la sua autorità con l'intransigenza necessaria a chi deve raccogliere il pensiero di molti e dirigere tutte le sparse forze di vari elementi disparati ad un unico obiettivo. L'iniziativa individuale è pericolosa per l'unità, coerenza ed efficacia dell'azione: e l'individuo scompare nel giornale per lasciar posto al pensiero, che non può essere il suo pensiero espresso, se non in quanto è espressione della concorde persuasione di tutto il gruppo di cui è membro. Cosi intendeva il Tenca il suo compito di direttore: guidare con energia delle forze che non dovevano essere se non muti e concordi elementi di un'opera comune: e foggiarle, mutarle, piegarle nel modo migliore per l'intento prefissosi. 2)
Sappiamo da lui 3) che nel primo anno II Crepuscolo ebbe una pic­cola tiratura, ma il numero degli abbonati andò crescendo man mano che se ne venne a conoscere ed apprezzare l'opera, tanto da raggiungere il numero di 2500 circa nel 1856 e nel 1857. 4)
La Redazione, come è noto, cercò in ogni modo di rompere le barriere che dividevano materialmente e moralmente le varie parti d'Italia. 5) Molto difficile, per la dura reazione ivi esercitata, fa il mantenere i rapporti col Regno delle Due Sicilie, perchè raramente i
i> Il Crepuscolo, 1850, n. 11.
2) Tutti i collaboratori non dovevano e non potevano cosi essere che gregari obbedienti. Il Tenca era padrone assoluto degli scritti per volontaria dedizione degli scrittori, i quali tutti si assoggettavano, anche se non sempre con entusiasmo, alla rico­nosciuta autorità del Capo. Vedi a questo proposito il mio articolo: Vincoli spirituali tra Dalmati e Trentini e un giornale lombardo nel decennio della resistenza, in La Lombar­dia nel Risorgimento Italiano, u. 2,1930, p. 98 e 99. Cfr. inoltre le lettere di G. Carcano, E. Cantoni, B. Malfatti, R. Bpnfadint, E, Fusco-, C. Landriani, A. Colombo nell'Archivio Tenca presso il Museo del Risorgimento di Milano.
3) Lettera del Tenca ad A. Cascato (31 gennaio 1873) in opera già citata. Vedi anche H Crepuscolo, 1850, n. 9: parla di 300-400 abbonati come massimo per le princi­pali riviste italiane. Mota che la Rivista Europea raggiunse un massimo di 800 copie, Il Politecnico, prima serie, di 700.
4) Nel 1856 gli esemplari erano esattamente 2600. Cfr. CANTÙ, Della Indipen­denza Italiana. Cronistoria, v. 1X1, Unione Tip. Ed. Torinese, 1873. Cfr. .anche Lettere di G. Carcano, Lettera a Ruggiero Bonghi (6 luglio 1856) e Archivio Tenca, C. 1, f. 1, 25. Lettera di C. Branca (14 ghigno 1857).
5) A. PJBTTINABI, Vincoli spirituali, ecc.