Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; AUSTRIA ; GIORNALISMO
anno <1938>   pagina <234>
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Anna Pettinari
H testo accenna a una sospensione mutata poi in definitiva sop­pressione. Di tale mutamento non vi è nessuna traccia nei documenti trovati, e non mi pare di poterlo spiegare se non pensando che la Polizia avesse immediatamente provveduto, appena visto l'articolo, ad ordinare la sospensione: la Luogotenenza poi intervenendo rese più severa la punizione dando l'ordine di soppressione alla Direzione provinciale dell'Ordine pubblico.
Rimasta senza risposta la supplica dell'Arzione, la situazione si faceva gravissima, perchè era prossima la scadenza del secondo trime­stre di abbonamento, e la sospensione, anzi la soppressione del giornale, era economicamente una seria perdita. Il tipografo tentò una seconda volta di ottenere l'invocata concessione 1' 8 giugno 1) esponendo appunto anche la situazione finanziaria e, più fortunato, questa volta ottenne il condono della pena, confermandosi però il divieto assoluto di trattare argomenti politici, pena la soppressione.2)
II Crepuscolo aveva superata felicemente la prima crisi, e non la più lieve. Riprese le pubblicazioni (come abbiamo già visto) il 16 giugno. La prima battaglia vinta rese più accorto nel pericolo il redattore. Com­prese che era necessario, ad evitare un colpo fatale, dominare e limitare l'espressione, pur lasciando immutato il pensiero. La censura era attenta sopra tutto alla forma, e mentre immediatamente aveva represso con severità l'esplicito e grave giudizio del giornale, successivamente lasciò senza punizione le ripetute infrazioni all'ordine ricevuto. E strano anzi come la Polizia, che una prima volta aveva proceduto senza indugio alla soppressione, abbia poi sopportato che la redazione continuasse imperterrita a trattare gli argomenti interdetti nonostante i ripetuti richiami.*)
Pur considerando che questa prima volta non solo U Crepuscolo si era avventurato nella proibita politica, ma aveva espresso una critica audacissima contro un Governo amico dell'Austria, mentre in seguito le notizie politiche furono date con prudenza di termini, rimane incon­testabile il fatto che la Polizia ripetutamente minacciò punizioni che non furono mai inflitte. Il giornale infatti continua tranquillamente a dare la sua Rivista Settimanale. Il 27 ottobre si diffida la redazione ad
D Pratica n. 6080 P.
2) Pratica n. 5168 E.
3) Don Giovanni a Prato mutando un suo precedente giudizio (vedi l'art, dt. Vin­coli spirituali, ecc., p. 105) nota nel 1857 scrivendo al Tenca: se l'Austria avesse mai avuto tra i suoi ministri nn uomo di Stato, il vostro giornale non sarebbe certo arri­vato all'ottava sua annata . Archivio Tenca, C. 2, f. ITI, 16, lettera del 7 giugno 1857.