Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1938>   pagina <250>
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. 250 Luigi Natoli
E spesso questa rettifica ciò che dai narratori di parte liberale viene affermato, o dice il contrario.
C è una raccolta di documenti, che è di capitale importanza per la storia di quanto avvenne in Sicilia prima della spedizione dei Mille e dopo, e spiega il perché di quella che fu la vera fortuna dei Malie.
Non è un libro recente, ma è raro; non ne furono tirate una quantità considerevole di copie, forse quel tanto per darlo ad agenti diplomatici; non fu messo in vendita; è, per così dire, atto di accusa, di amara delu­cidazione, di giustificazione, di tutto questo insieme. Non ne esistono in Italia che due o tre copie, una delle quali è a Roma presso la Biblioteca del Risorgimento. Il titolo è questo: 1860. Documenti riguardanti la Sicilia. Fu probabilmente composto nel 1861, non riveduto nei nomi, che lasciano a desiderare, segno che fu stampato in fretta. È di 1150 pagine in 8.
Il primo a ricordarlo è stato recentemente Gino Bandini, che stu­diando certi documenti diplomatici, s'avvenne in questa pubblicazione; e ne trasse un pregevole opuscolo, come contributo alla storia della spedizione dei Mille. Ma il libro contiene molto più che le brevi note del Bandini. Quando si dice che esso contiene la corrispondenza particolare riservata del re Francesco II col luogotenente generale principe di Castel-cicala, e poi col commissario straordinario generale -Lanza, il Giornale del Capo dello stato maggiore Polizzy, quello del Bosco per Milazzo, la eorrispondenza col generale Clary e col generale Russo, quella col Mani­scalco, le lettere del Bosco al segretario particolare di Francesco II, rapporti, telegrammi, lettere private, panni di aver detto la singolarità" di questa raccolta di documenti, e più la sua importanza.
Molte cose mutano ói particolari interessanti; il re vi appare diverso da quello che ordinariamente si presenta; un misto di energia e di debo­lezza; quella forse dovuta allo ascendente esercitato dal principe di Satriano, questa al suo naturale timido e irresoluto.
La corrispondenza col principe di Castelcicala comincia col 5 di aprile, giorno del suo ritorno in Palermo. Per tutto il mese di aprile il re e il suo luogotenente generale si scambiano lettere sulle continue e inutili scaramucce con gli insorti; il che vuol dire che la rivoluzione era tutt'altro che spenta. Gli insorti avevano adottato la tattica di stancare le truppe in marce e contromarce, attaccandole ora in un punto, ora in un altro: ma oltre a questo, si assiste allo spettacolo diluire che vorrebbe fare ogni sforzo per troncare la rivoluzione in un colpo, in contrasto con un luogotenente ohe non fa nulla per paura di peggio; fra un esercito di cèdute guidato da generali di settanta anni che ai fanno trasportare in