Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1938>   pagina <254>
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254 Luigi Natoli
Le stesse raccomandazioni rivolge al maresciallo Russo, che comandava in Messina, per parteciparle al generale Clary in Catania. Esse nascevano dal convincimento che in Piemonte, con l'aiuto di quel Governo, si facessero preparativi per tina spedizione in Sicilia.
H 20 aprile, in un proscritto, il re finalmente dà una prima notizia sulla temuta spedizione per la Sicilia di cinque o seicento ribaldi a bordo di un vapore inglese, S. Venefredo, capitanati da un tal Tin-coni . Non è a fidarsi nell'ortografia e nella stampa del libro; che intende dire con quel Tinconi non sappiamo; nessuno tra gli emigrati e tra i compagni di Garibaldi e tra gli esuli ha quel nome o gli si avvicina. Lasciamolo li, e piuttosto leggiamo più giù: Dicesi che Garibaldi con un vapore, forse russo, verrà a Messina, e che altri siano costà; e che a Genova si arruolerebbero individui da imbarcarsi per Sicilia, da raggiungere Garibaldi , e per queste ragioni stima urgente stabilire la crociera: per suo incarico il colonnello Severino, suo segretario parti­colare prescrive al Castelcicala le navi e i limiti assegnati a ciascuna. Sono quattordici, e circondano Pisola.
Il 30 il re dà Pannunzio che Garibaldi, il quale per incanto era sparito, ricompariva di bel nuovo in Genova il giorno 25 del corrente... La mattina del 28 egli era nelle vicinanze di Genova, dove attendeva a radunare rifuggiti e armi, e con Medici e Bixio, suoi luogotenenti, sol­lecitava i preparativi d'imbarco . E continua con altri particolari, fra cui quella che la spedizione, si diceva, invece che in Sicilia fosse diretta sul continente; ma non era vero. E forza che si raddoppi di attività e di vigilanza. Da questo momento cominciano le preoccupazioni per lo sbarco di Garibaldi.
Il Castelcicala si affanna ad assicurare il re che le bande sono disperse, non dice che sono distrutte; e il re se ne compiace, ma intanto si preoccupa delle forze per contrastare lo sbarco; e con previggenza che diremmo profetica gli scrive:
Uno sbarco in Sicilia non sarà inferiore ad tm numero di circa 1000 nomini, ed aggiunti a questi degli individui di paesi e contrade, che potrebbero sommuoversi per Io sbarco, e degli individui che potrebbero venire da essi armati nell'atto dello sbarco medesimo di armi, munizioni, ecc. ecc. Delle sparute colonne dì un solo battaglione, non potranno certo farvi fronte; o di quale pessimo effetto sarebbe ebe una colonna di truppe dovesse cedere allo scontro, e, peggio, venisse fatta prigioniera, e trasportata come spettacolo in altri paesi, lascio a voi considerarlo. Eppcrò debbono sempre preferirsi lo riunioni forti di truppe, per cosi poter agire di accordo con le colonne, che, come voi benissimo pensate, sbarcherebbero nei siti stessi ove i filibustieri mettessero piede a terra, e cosi trovarsi costoro in mezzo a due fuochi.