Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
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1938
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256 Luigi Natoli
al telegrafo per rompere le comunicazioni, quando il telegrafista era ruggito.
H Castelcicala nel secondo e nel terzo telegramma mandato alle diciassette e mezza, richiede battaglioni in rinforzo: il re dopo avergli telegrafato, gli scrive IMI stesso, lamentandosi che con quattro piroscafi da guerra, due legni a vela pure da guerra, ed altri legni a vapore tra grandi e piccoli, il Castelcicala ricercasse altri legni e finalmente esclama:
Se la crociera fosse stata bene eseguita, non sarebbe certo accaduto lo scandaloso avvenimento, che a cielo sereno, in pieno meriggio, con mare tranquillo, e con una lunga giornata, ha avuto luogo lo sbarco, provocando un approssimamento di vapori ed imo sbarco. Il fatto è avvenuto! Chi della marma ha regolato, e chi della marina ha eseguito il servizio della crociera? I telegrafi visuali avrebbero dovuto avvisare a tempo, ed essere in comunicazione co' legni in crociera.
Il Castelcicala promette di fare agire il generale Landi, al quale sono affidati tre battaglioni, uno squadrone di cavalleria e mezza batteria, sufficienti a sbaragliare la banda, che crede capitanata da Garibaldi; e il re nell'inviare ancora un battaglione di carabinieri, non può fare di meno di osservare amaramente che
se dal momento dello sbarco avvenuto in Marsala, le colonne di truppe di Girgenti, Alcamo e Trapani si fossero mosse in marcia convergente verso gli sbarcati, a questa ora sarebbero sbaragliati tutti gl'insorti.
Ma il luogotenente non sa che fare; ignora tutto di Garibaldi, ignora che strada percorra; i telegrafi sono interrotti, e dei corrieri partiti niuno è tornato, finora. E in data del 14 propone al re la nomina di un commissario, visto che intorno a lui si vocifera per metterlo in cattiva luce. Il re insiste per far prendere i filibustieri fra due fuochi; ma, accogliendo la proposta del Castelcicala, il 15 gli dice che nomina il generale Lanza commissario straordinario con Valter ego. Evidentemente il re è scontento del Castelcicala, ma le ragioni della sostituzione di lui cambiano d'aspetto. Perché non pare vero che sia stato il re a volerla, né che il colonnello Barbalonga sia venuto da sua parte a persuadere il Castelcicala a ritirarsi. H quale, prima di lasciare l'ufficio, fece dichiarare dal consiglio dei generali non essere conveniente sperperare forze e aspettare il nemico in Palermo. Cosi giustificava la sua condotta nel non fare quello che il re consigliava, e di tenersi sulla difensiva.
Comincia ora la corrispondenza col generale Lanza, la più drammatica e la più conclusiva. Egli viene munito d'istruzioni, nondimeno esse