Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1938>   pagina <257>
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Di un volume di documenti sulla rivoluzione siciliana, ecc. 257
si seguono senza interruzione appena arrivato in Palermo. Ma già è avvenuto il combattimento di Calatafimi con quell'esito che tutti cono­scono. Il Lanza ne scrive il 17 succintamente, perché ancora il generale Landi non ha fatto il suo rapporto: e attenua- il disastro con queste parole:
L'esito dell'attacco della colonna del generale Landi a Calatafimi con i filibustieri e con le squadre non fu favorevole; vi fa bastante perdita di uomini, in bagaglio ed armi, non che d'un obice che precipitò dal monte... Dalla parte dei filibustieri fuwi anche molta perdita d'uomini e della bandiera di Garibaldi;
ma le truppe si Batterono bene, anzi fu un soldato dell' 8 quello che prese la bandiera.
E qui apro una parentesi a proposito di questa bandiera.
L'Elia seguito da altri afferma che le bandiere erano due, e che la lotta non si svolse intorno a quella di Valparaiso, ma a quella piccola che aveva fatto lo Schiaffino a bordo. E che per ciò quella presa fu questa. H Sacerdote, ultimo biografo di Garibaldi, dice che c'erano due bandiere e tutte due furono prese. Ora a parte la testimonianza del-l'Abba, che ne vide una sola, quella di Valparaiso, che prima l'aveva in mano il Campo, a cui la tolse Menotti, il documento borbonico parla di una sola bandiera, che fu tolta da un soldato dell' 8 cacciatori, che ne fu premiato il 20. E non fu, come dice il Bandi, un Certosini, ma se avessero letto il Dominio dei Borboni del Guardione, che ne vide i documenti irrefutabili in mano del figlio, avrebbero saputo che il soldato si chiamava Luigi Lateano. E non fu una bandieruola, ma la bandiera dei Mille; per una bandieruola non si premia con la promozione a secondo sergente, la croce di San Giorgio e cinquanta ducati!
Riprendiamo il racconto. Il Lanza dopo alcune informazioni sui movimenti delle truppe, delle quali non può muovere un solo batta­glione, torna in un allegato a parlare del combattimento di Calatafimi e della ritirata del Landi; e aggiunge che tale colonna ha combattuto benanche a Par Unico e Montelepre , e ha dovuto ritirarsi per difetto di viveri in questi mentovati paesi . Ah generale Lanza! perché ingan­nare il re con questa menzogna? Le truppe devastarono e bruciarono più di ottanta case, in Partinico, uccisero intere famiglie, saccheggia­rono, finché gli animosi partmioesi si levarono in arme, assalirono i soldati, ne uccisero, e i cadaveri ammonticchiarono alle porte del paese. Gli altri fuggirono, e in Montelepre ebbero il resto. Ma per la menzogna il re si dichiarava soddisfattissimo della condotta delle troppe, e