Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1938>   pagina <258>
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258 Luigi Natoli
sperava che quando il Lanza prenderà l'offensiva, si ripeterà l'ono­revole scontro di Calatatìini . Nulla è più tragico di questo re ingan­nato, che si augura un disastro, credendolo in buona fede uno scontro onorevole !
Ma il Lanza forse è costretto a ingoiare la pillola, sebbene quel combattimento non spetti a lui. Intanto, dando un'occhiata allo stato del paese, confessa al re che hawi poco a sperare di vincere la rivolu­zione, e sarebbe gran ventura potersi ritirare a Messina , pur sapendo che le truppe dintorno a Palermo occupano buone posizioni, che potreb­bero difendere con gagliardia, atteso l'eccellente spirito di esse ; ma aggiunge sono defaticate pel pesante servizio che fanno . Il re si rammarica, e poiché è suo desiderio di veder prendere una vigorosa iniziativa con quella franca decisione che assicura del successo , addiviene a che il generale Lanza si ritiri a Messina; e impartisce gli ordini per le strade che si possono percorrere, e dà altri minuti parti­colari sul viaggio. H quale è deciso fino dal 23; il Lanza preferisce la via costiera e ne dà le ragioni; ma poi muta idea, perché ingannato, forse, di voler prendere Garibaldi; e per questo non manda più i battaglioni a Messina e a Catania come avrebbe voluto il re. Intanto gli comunica di avere spedito il von Mechel con 4000 uomini, contro Garibaldi, che è a Renda. Il capo di stato maggiore specifica nel suo giornale la forza di cui dispone von Mechel: il 2, l'8, il 9 cacciatori; il 3 leggiero; il 1 il 5 di linea; mezza batteria e mezzo squadrone di cavalleria; a cui aggiungeremo noi, sessanta compagni d'arme. Ma Garibaldi non c'è; egli è partito per Parco. Il von Mechel andrà e gli darà battaglia. H Lanza manda in rinforzo il generale Colonna, e di concerto lo combat-terranno. Ma anche stavolta Garibaldi sguscia dalle loro mani; egli ha già concepito il suo strattagemma. E il povero re anche ora è ingannato; gli si fa credere un'azione seria un insignificante simulacro di combatti­mento! Egli dice che con somma soddisfazione ha rilevato che le bande che occupavano le posizioni del Parco e monti circostanti, attac­cati ier l'altro alle 7 a. m., e dopo aver valorosamente le nostre truppe combattuto fino all'una p. m., hanno scacciato il nemico da tutti i punti ch'egli occupava.
Fermiamoci un momento, perché c'è un intermezzo: l'ammiraglio della marina inglese Mundy, che viene per proteggere i sudditi della Gran Bretagna, il quale nutre fiducia che non si ricorra a una misura cosi estrema e cosi deplorabile, quale è quella del bombardamento d'una città aperta. H povero Lanza risponde tra il sic il no; egli ha un diavolo per ogni capello, per essere senza impiegati, che sono tutti fuggiti o nascosti,